La protesta
Dobbiamo stare a casa per prevenire il virus? E allora reinventiamoci la vecchia Strapazzata
L’idea del maratoneta amatoriale Stefano Chimenti: il 25 postiamo sui social le nostre foto mentre facciamo attività sportiva domestica
l’evento virtuale
Tra le mura domestiche è facile abbandonare l’attività sportiva, spesso associata agli spazi di una palestra o di un parco. Così come è altrettanto semplice, con il weekend che si avvicina, decidere di uscire per trascorrere qualche ora primaverile all’aperto.
Tanto più che a Pisa, fino a qualche anno fa, il 25 aprile era anche la giornata della “Strapazzata”, l’evento ludico e sportivo che faceva scendere in strada pisani di ogni generazione. Ed è proprio da questa “vecchia” tradizione che è nata l’iniziativa del quarantasettenne pisano Stefano Chimenti, maratoneta amatoriale.
L’idea è quella di recuperare una “Strapazzata” in versione social, aperta a tutti, dai più grandi ai più piccoli, dove l’importanza dello sport si unisce alla necessità di restare a casa per limitare la diffusione del Covid-19: basta scattare una foto mentre si sta svolgendo attività fisica in casa o nel proprio giardino, e postarla su un qualsiasi canale social con gli hashtag “strapazzatapisana” e “iononsortodicasa”, per dirla, sdrammatizzando, alla pisana. «Sto facendo girare l’iniziativa tra i miei contatti WhatsApp e Twitter, tra cui ci sono diverse associazioni sportive (anche giovanili) del Pisano», racconta Stefano.
«Alla base c’è l’invito a passare questo 25 aprile stando in casa, ma per chi come me si ricorda della Strapazzata, diventa anche un modo per dare un senso a quell’evento. Questo giro dentro la città univa lo sport non agonistico ad un momento di aggregazione per tantissime persone, dalle famiglie ai più anziani. Il ricordo è nato mentre stavo correndo in giardino: con il pensiero sono tornato indietro agli anni Ottanta, quando è nata la Strapazzata. Dal 2015 non esiste più, ma riproporla può diventare uno stimolo per promuovere attività sportive compatibili con lo stare in casa». Ecco che la sfida diventa anche una gara creativa: bastano una palla e un secchio per una partita di basket, i gradini di casa si trasformano in uno step, mentre il muro domestico diventa il prossimo avversario a tennis.
E questo non solo per passare qualche ora di svago: «Da cittadini – sottolinea Stefano – abbiamo il dovere di restare a casa, ma è altrettanto importante stare bene: fermarsi del tutto può portare a problemi di salute e l’importanza dell’attività fisica non agonistica, da affiancare ad altri hobby casalinghi, è stata recentemente oggetto di attenzione da varie organizzazioni sanitarie». —
Sara venchiarutti
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