Il Tirreno

Pisa

la crisi del calcio 

Ghirelli: 80 milioni di euro di danni per i club di Lega Pro nel 2020-21

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pontedera

I granata, come tutte le squadre di C, attendono di sapere se la stagione andrà in archivio con un nulla di fatto o se in qualche modo si tornerà a giocare per chiuderla sul campo. Ovviamente più in là, perché ad oggi non ci sono neanche le condizioni igienico-sanitarie per allenarsi.

Il danno economico è già ingente. «Siamo l’unica Lega che ha fatto un’analisi sull’impatto economico del 2020/21 e abbiamo valutato il danno a circa 80 milioni. Si tratta di una stima conservativa. Giocheremo per tanto tempo senza pubblico. Senza pubblico non abbiamo risorse, non abbiamo sponsor. È un disastro già adesso ma il danno maggiore per noi è quello del prossimo anno», ha detto all’agenzia Agi Francesco Ghirelli, presidente della Lega Pro che ieri ha affrontato con il governo la questione del protocollo sanitario preparato dalla commissione scientifica della Figc.

Il numero uno della serie C vuole in primis spegnere la polemica scoppiata in questi giorni con la serie B e i Dilettanti: «Ho chiesto scusa a Sibilia e Balata per la diffusione della lettera. Ho commesso un errore. Il direttivo lo abbiamo fatto sabato sera e ho pensato di telefonare lunedì». Il contenuto però è stato divulgato prima e questo ha aperto una frattura tra le Leghe in un momento di grossa crisi per il calcio italiano.

In realtà, spiega Ghirelli, la rabbia derivava da un’altra questione. Al secondo punto di quell’ordine del giorno c’era la ripartenza della Lega, «ovvero il progetto relativo al processo strategico» , dice Ghirelli che spiega: «Eravamo già prima della crisi al lavoro sul piano strategico, stavamo lavorando sulla sostenibilità economica. La crisi è intervenuta su un settore che era già in sofferenza. Eravamo già boccheggianti dal punto di vista della sostenibilità economica».

La fuga di notizie sull’idea di promuovere 4 squadre in base alla classifica attuale, ovvero la prima di ciascun girone e un’altra a sorteggio, ha spostato i riflettori sul capitolo promozioni con una proposta particolarmente criticata dai presidenti della Lega Nazionale Dilettanti e della serie B. Con la crisi si è dovuto adeguare ovviamente anche il sistema calcio.

Il mantra ripetuto dal presidente della Lega Pro è “discontinuità”. «Parliamo di crisi e taglio dei costi in maniera diversa rispetto all’epoca pre-virus. Sono in discussioni le basi fondamentali della Lega Pro. Abbiamo introdotto discontinuità, ripartire in maniera strutturale, riformare e coraggio. Perché quando andremo a tagliare i costi saranno lacrime e sangue ma sarà anche la condizione per avere la credibilità quando andremo a chiedere qualcosa alle autorità sportive e di governo» .

Per la prima volta, stando agli ultimi decreti, il calcio è stato equiparato al settore produttivo e industriale del Paese. Questo significa che si potranno utilizzare «gli strumenti classici dell'apparato produttivo come la cassa integrazione, l'apprendistato, e ci si porrà di fronte ad una sfida». —

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di Redazione web