Gioco
L’appello del maestro Di Ciolo «Contributi necessari per sopravvivere al Covid»
pisa
In questo periodo difficile per tutti il Covid-19 sta colpendo duramente anche tante realtà dello sport pisano. Moltissime società si trovano con l'acqua alla gola e stanno affrontando enormi difficoltà per riuscire a pagare i propri dipendenti.
Esempio lampante di quanto la attuale crisi stia colpendo con forza l'intero movimento sportivo locale è la situazione del Club Scherma Pisa. Spiega Enrico Di Ciolo, maestro e presidente dell’Asd: «Il governo sta giustamente chiedendo a tutti noi uno sforzo importante per cercare di uscire quanto prima dalla pandemia globale che ci sta affliggendo. In questa situazione di emergenza tuttavia quasi tutte le società sportive si trovano a non sapere come fare per andare avanti e anche noi purtroppo stiamo fronteggiando una crisi senza precedenti. Le attività del nostro impianto sono completamente ferme e, di conseguenza, anche buona parte delle entrate delle quote sociali del club, nostra maggiore risorsa economica, sono cessate. Pagare i nostri collaboratori è impresa a dir poco ardua».
Continua Di Ciolo: «Per quel che possiamo stiamo continuando a seguire gli allievi per via telematica ma le difficoltà sono tante e, alle volte, insormontabili. Il nostro club conta circa 150 iscritti e porta tutti gli anni grande pregio alla nostra città grazie ai risultati in ambito nazionale e mondiale dei nostri atleti; possiamo vantare più di una squadra in serie A1 e parecchi dei nostri schermitori fanno parte della Nazionale. Atleti di tutto il mondo fanno la fila per venire ad allenarsi con i nostri tecnici e vedere ora minacciata da un minuscolo virus la sopravvivenza della nostra realtà mi fa veramente male al cuore».
Purtroppo i costi per mantenere una struttura che ospita quotidianamente così tanti atleti e tecnici sono alti «ed è pressoché impossibile sostenerli in questo momento di assoluta crisi. Ad aggiungersi alle difficoltà già elencate c'è anche da ricordare che la nostra società deve far fronte ad ulteriori costi mensili poiché, a differenza di tante altre realtà sportive locali, non è in affitto presso strutture comunali. Mi unisco quindi al coro di tutte le società che sono in difficoltà e chiedo che gli eventuali contributi possano essere distribuiti con giustizia ed imparzialità, tenendo anche in considerazione i problemi di chi ha dovuto costruirsi una palestra o di chi è in affitto presso privati. Spero davvero che gli enti pubblici non ci lascino soli e riescano ad aiutarci ad affrontare una crisi che sta investendo tutto il settore sportivo pisano e nazionale». —
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