Il Tirreno

Pisa

il grido d’allarme 

Sibilia, Federcalcio: «Salvate il calcio dei dilettanti o sarà una catastrofe»

Pietro Mattonai

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pontedera

Tra serie A, serie B e serie C, lo stop al calcio a causa dell’emergenza sanitaria rischia di colpire il pallone italiano – e mondiale – più di qualunque altra crisi. A farne le spese, soprattutto, potrebbero però essere le cosiddette “serie minori”, come la serie D, tempio del calcio dilettantistico di tutto il Paese che, di fronte a questo tsunami, rischia davvero di subire danni incalcolabili. Ne è consapevole anche lo stesso presidente della Lega nazionale dilettanti, Cosimo Sibilia, che nei giorni scorsi ha lanciato l’allarme rosso per tutta la categoria: a causa del Covid-19 e delle misure adottate per contrastarne la diffusione, l’Italia rischierebbe di perdere oltre il 30% delle società di calcio.

Si tratterebbe, cioè, dell’estinzione istantanea di circa tremila club. Uno scenario tremendo, con cui però occorre fare i conti per affrontare la realtà. Previsioni per una ripresa non ce ne sono, al momento. L’impegno del movimento calcistico italiano è quello di provare a ripartire il prima possibile per concludere i campionati in sicurezza. A deciderlo sarà la commissione medica della Federcalcio sulla base delle scelte del governo. Tutto, dunque, rimane in bilico: ciò che è certo, al momento, è che ogni attività della Lega Nazionale Dilettanti è rimandata almeno sino al prossimo 4 maggio, data che potrebbe rappresentare l’inizio della famosa “fase 2”. Sicuramente, occorre far presto per mettere in campo soluzioni concrete. Le società dilettantistiche vivono sugli incassi del botteghino e sulle sponsorizzazioni. Un esempio di quanto sia importante quest’ultima fonte di risorse è sicuramente il Ponsacco che, nello sfortunatissimo anno del centenario, ha fatto affidamento soprattutto sulle sponsorizzazioni da parte di realtà imprenditoriali e commerciali del territorio. Nessun incasso e nessuna sponsorizzazione possono costituire insieme una morsa letale dalla quale difficilmente si riuscirebbe a sfuggire. Altro elemento da considerare – e non meno importante per le potenziali ripercussioni – è quello dell’esito sportivo della stagione in corso. Ovvero: promozioni e retrocessioni. Le intenzioni sembrano quelle di voler dare voce al campo, magari a partire da metà maggio. Questa eventualità implicherebbe la conclusione dei campionati in poco più di un mese, disputando una partita ogni tre giorni. Anche in questo caso, però, occorrerà attendere il via libera da parte delle autorità sanitarie. Le società dilettantistiche della provincia di Pisa, in questo marasma, rimangono alla finestra. Mentre in serie D Ponsacco e Tuttocuoio difficilmente potranno salvare la stagione, vista la precaria posizione in classifica, in Eccellenza squadre come Fratres Perignano, San Miniato Basso e Fucecchio si giocano una posizione negli spareggi di fine stagione. A seguire, poi, tutte le altre società di Promozione, Prima e Seconda categoria: una quindicina di squadre che attendono il proprio destino. —

Pietro Mattonai

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di Redazione web