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Ripresa, la parola ai medici Tanti dubbi sulla logistica

a.s.
Ripresa, la parola ai medici Tanti dubbi sulla logistica

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«I campionati ripartiranno». Così Gabriele Gravina, presidente della Figc, su Sky. «La ripresa avverrà appena ci saranno le dovute garanzie per la tutela della salute dei nostri atleti e di tutti gli addetti ai lavori. Se si giocherà anche in estate? Non abbiamo una scadenza, abbiamo intenzione di adeguarci alle indicazioni della Fifa e della Uefa e alle direttive del nostro comitato tecnico-scientifico».

Oggi ci sarà una nuova tele-riunione fra la Figc e i medici sociali dei club.

La ripartenza, se come è auspicabile ci sarà, è in ogni caso subordinata alla soluzione di una serie impressionante di problemi logistici. A parte ovviamente le porte chiuse, basti pensare ai trasferimenti delle squadre per le trasferte, alla sanificazione quotidiana dei centri di allenamento e degli stadi dove si gioca, alla possibilità che le squadre delle “zone rosse” giochino sempre in trasferta, e che gli impianti adeguati (pochi) servano anche come campi neutri... Una curiosità che chiama in causa l’Arena, e quindi il Pisa, è la necessità dei giocatori distanziati in panchina. O si torna ai santi vecchi, quando in panchina si arrivava al massimo al numero 16, o semplicemente bisognerà avere le panchine extralarge (magari costringendo i club a spese urgenti e cospicue). Nello stadio dei nerazzurri, però, questa possibilità esiste già: basta utilizzare i field box realizzati nei mesi scorsi.

Intanto, a proposito di panchine, un’idea molto intelligente l’ha manifestata Claudio Ranieri, parlando a Radio Uno: «I medici devono prendersi le loro responsabilità e capire se è il caso di far ricominciare o meno». Ancora il tecnico della Samp: «Io posso dire: ci fate ripartire, benissimo. Giochiamo tre partite a settimana, benissimo. Allora, facciamo cinque cambi a partita così cerchiamo di aiutare i ragazzi a recuperare». Discorso che naturalmente è logico anche per la B. Giocare tante partite in poco tempo, e dopo un lungo e imprevisto stop, potrebbe portare a un aumento degli infortuni muscolari; aumentare il numero delle sostituzioni sarebbe già una discreta prevenzione in quella direzione. —

a.s.

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