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serie b 

Corrado: azzerare i tornei sarebbe una vera catastrofe

Antonio Scuglia
Corrado: azzerare i tornei sarebbe una vera catastrofe

«Dobbiamo spogliarci dei nostri distintivi e lavorare nell’interesse del calcio» Ma sul fronte opposto Spinelli (Livorno) vorrebbe cancellare la stagione

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Con un po’ di fortuna e tanta buona volontà, le cose miglioreranno e si potrà anche riprendere a giocare al calcio. La pensiamo tutti così... anzi no. Così il presidente del Livorno, Aldo Spinelli, dopo la decisione della Federazione rugby di cancellare la stagione: «Speriamo che Gravina faccia lo stesso: ma lo faranno anche nel calcio, con la grave situazione che c'è in Lombardia, a Brescia e a Bergamo, non penso che i campionati possano riprendere». Annullare la stagione in corso, dunque, senza promozioni né retrocessioni, e ripartire ad agosto con le stesse squadre negli stessi campionati e tutto da quota 0. Chissà perché, il primo a prendere questa precisa posizione è il presidente di un club attualmente ultimo e a 13 punti dalla zona salvezza.

Di tutt’altro avviso Giuseppe Corrado, presidente del Pisa, squadra per la quale finire il campionato o ripeterlo, tecnicamente la lo stesso: oggi è salvo e si trova a -13 dalla promozione diretta, a -5 dai playoff, a +4 sui playout e a +11 sulla zona retrocessione. Così il presidente Giuseppe Corrado ieri intervistato da Massimo Marini su Punto Radio: l’azzeramento dei tornei «sarebbe una catastrofe sia economica sia sportiva». Non per il Pisa ma per tutti.

Spiega Corrado: «Il calcio si deve adattare al cambiamento che impone un evento eccezionale come l’emergenza sanitaria. Tutti noi addetti ai lavori dobbiamo spogliarci dei nostri distintivi e lavorare nell’interesse del sistema calcio».

La soluzione più ottimistica, ma al momento si vede meno realizzabile, è una ripresa della stagione il 2 maggio, con conclusione dei campionati che slitterebbe di un mese (poco più, poco meno); la più percorribile e quindi più logica, tramite l’allungamento dei contratti, è quella di riprendere quando si potrà, concludere la stagione all’inizio dell’estate, fare una breve pausa e poi ripartire con la stagione 2020/21 trasformando quel periodo fine luglio-metà agosto che finora era riservato alle amichevoli nelle prime giornate del campionato vero e proprio. Soluzione che avvicinerebbe il pubblico e non manderebbe a monte i contratti con gli sponsor.

In sostanza: se si gioca, il denaro circola, le tv pagano i diritti e gli stipendi si possono pagare. Se si smette, le società forti andranno in crisi economica, quelle meno forti spariranno e migliaia di giocatori perderanno il lavoro, insieme a decine di migliaia di collaboratori e addetti alle tantissime ditte che formano l’indotto.

Corrado ha parlato anche degli abbonati: si andrà - ha detto - verso una compensazione delle partite non usufruite da mettere in campo per la stagione 2020/21. Quanto al restyling dell’Arena, «Il progetto è giocoforza rallentato, ma non cambia, lo stadio si farà». Il ritardo è stimato in un anno. —

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