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parla corrado 

«Le soluzioni? Sono tutte possibili tranne la cancellazione del torneo»

Andrea Chiavacci
«Le soluzioni? Sono tutte possibili tranne la cancellazione del torneo»

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PISA

L’ultimo ricordo di calcio giocato a Pisa prima dell’emergenza coronavirus è il derby vinto con il Livorno dello scorso 7 marzo. Al gol di Lisi il presidente Giuseppe Corrado salta in aria ad esultare, ma per la prima volta da quando guida il Pisa lo stadio è deserto. Giocare a porte chiuse il derby amareggiò Corrado che comunque, in un’intervista al nostro giornale, definì giusta quella scelta: «Avremo uno svantaggio, non solo economico, ad affrontare una gara del genere senza i nostri tifosi. Prima di tutto però viene la salute».

Corrado è stato anche uno dei primi a considerare di buon senso anche la scelta dello stop assoluto, ma aveva anche lanciato un grido d’allarme: «In un secondo momento dovranno esser valutate le ripercussioni a livello morale, economico e finanziario su chi fa parte dell’industria del calcio in Italia», dichiarò il 10 marzo, all’indomani del decreto del premier Giuseppe Conte.

Dopo due settimane il presidente del Pisa torna a parlare di questo momento difficile con un’intervista a Tuttomercatoweb. Il pallone attualmente è l’ultimo dei problemi, ma c’è tempo per fare alcune riflessioni, a cominciare dagli scenari possibili per portare a termine la stagione. «Credo che l’unica cosa che ad oggi si possa escludere a priori sia la cancellazione del torneo – sottolinea Corrado –. Per il resto siamo tutti al lavoro per trovare un modo di chiudere la stagione». Corrado non esclude neppure l’opportunità di concludere i tornei in piena estate, ma vede ancora tante soluzioni all’orizzonte: «Tutte le ipotesi prospettate finora possono essere credibili, così come quella della cristallizzazione della situazione attuale. Ovviamente tutto dipenderà da quando la situazione sarà tale da poter riprendere l’attività in sicurezza» .

Il 3 aprile può essere uno snodo cruciale: « In quella data il sistema calcio si è dato appuntamento per fare una serie di valutazioni necessarie a capire quale sarà il nostro futuro. Magari con la ripresa delle competizioni da una certa data in poi, con protocolli sanitari specifici che verranno mantenuti attivi ancora per qualche tempo».

L’altra partita fondamentale i club la giocano con l’Assocalciatori. Corrado vede due soluzioni: «C’è l’ipotesi della cassa integrazione così come quella di una revisione del contratto di categoria, oppure una defiscalizzazione di parte degli stipendi che andrebbe ad intaccare sia la parte del club che quella del calciatore. Occorrerà pensare ad una vera ristrutturazione di sistema per cercare di trovare la strada giusta per ripartire».

Infine, il presidente del Pisa torna sulla decisione di interrompere anche gli allenamenti: «Fin dall’inizio abbiamo valutato che fosse doveroso garantire ai calciatori la continuità dell’allenamento con tutte le sicurezze del caso. Senza l’ok dell’Aic non ci saremmo mossi. Quando poi è stata presa la decisione di sospendere l’attività il Pisa si è attivato, al pari delle altre società, per garantire ai tesserati un supporto a distanza. Il nostro staff medico ha continuato a monitorare la temperatura di tutti i nostri giocatori per tenere sotto controllo l’emergenza sanitaria». — Andrea Chiavacci

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