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Stefano Garzella (club Pisani al Nord) «Ci mancano la città e la squadra»

Andrea Chiavacci
Stefano Garzella (club Pisani al Nord) «Ci mancano la città e la squadra»

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Anche in momenti di grande difficoltà come questo, l’amore per i colori nerazzurri si dimostra davvero forte, soprattutto per chi vive lontano. È il caso del 44enne Stefano Garzella, uno dei soci del club Pisani al Nord, che abita con la moglie e la figlia Giada a Lainate, in provincia di Milano. Stefano vive in Lombardia da 20 anni, e lavora come rappresentante di condizionatori in una ditta di Varese; malgrado la distanza trova spesso il modo di seguire il Pisa fin in casa e fuori, e anche in ritiro, come faceva quando abitava nella nostra città. Una passione frenata dall’emergenza coronavirus, che ha colpito in modo particolare proprio la Lombardia.

Come sta vivendo questo momento?

«La situazione è molto complicata, ma noi stiamo bene. L’unica cosa che mi sento di dire alla gente è di stare a casa, chi ha cercato di andare al mare è stato irresponsabile».

Come cambiano le vostre abitudini?

«Stiamo cercando di fare una vita normale a cominciare dalla colazione che facciamo alle otto in punto. Io e mia moglie ci mettiamo al lavoro da casa e Giada, che frequenta la prima media, segue le lezioni online che durano quattro ore. Il rito più importante diventa il pranzo appena terminati i rispettivi impegni».

Il resto del tempo come lo passate?

«Cerchiamo di coltivare le nostre passioni. Io ad esempio produco birra artigianale e in questo periodo sto riscoprendo questa passione».

Voltiamo pagina. Il derby vinto con il Livorno come lo ha vissuto?

«Ci siamo ritrovati al Gek’o a Milano, punto di riferimento per noi Pisani al Nord. Eravamo pochi e dovevamo rispettare le distanze».

Come ha vissuto il gol di Lisi?

«Non l’ho visto. Mi stavo talmente annoiando che sono uscito dalla sala e mi sono perso il gol di Lisi, poi ho sentito un boato e sono corso in sala. Gli altri non volevano farmi rientrare».

Vittoria meritata?

«Abbiamo sofferto ma i tre punti sono il giusto premio al carattere della squadra. Inoltre l’assenza di Marin ci ha un po’ frenato. Al contrario del Livorno avevamo tutto da perdere, ma dopo il gol di Lisi abbiamo legittimato la vittoria».

Fino all’ultimo avete sperato di venire a Pisa?

«Avevamo già fatto il biglietto di gradinata. Da due anni aspettavamo questa partita, ma è stato giusto così. Non si poteva giocare a porte aperte».

Non chiederete il rimborso alla società, giusto?

«Nella nostra chat Pisani al Nord su Whatsapp abbiamo deciso di dare libertà di scelta a tutti quanti. Comunque per snellire chiederemo il rimborso e lo devolveremo per una iniziativa che la società ci indicherà».

Quanti soldi avete raccolto?

«Si tratta di una cifra simbolica, circa 400 euro, ma anche noi volevamo dare il nostro piccolo contributo».

Tornando al campo, qual è il suo giocatore preferito?

«Senza dubbio Gaetano Masucci perché rappresenta lo spirito e l’anima di una squadra che non vuole mai mollare».

Quanto le manca Pisa?

«Tantissimo. Spero di tornare presto e soprattutto che questa situazione si risolva in maniera positiva». —

Andrea Chiavacci

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