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le ipotesi per il campionato 

I medici: squadre ferme sino al 3 aprile Si potrebbe giocare dal 2 maggio

antonio scuglia
I medici: squadre ferme sino al 3 aprile Si potrebbe giocare dal 2 maggio

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I nerazzurri continuano ad allenarsi con programmi individuali: ogni giocatore ha ricevuto la scheda personalizzata per mantenere il più possibile la forma, in attesa di una auspicabile decisione comune a tutte le squadre, quindi a livello di leghe e/o Figc, visto che non dappertutto l’atmosfera fra calciatori e club è serena come all’ombra della Torre.

Sull’argomento ha preso posizione ieri la Libera associazione medici italiani del calcio (Lamica) presieduta dall’ex responsabile dello staff medico della Nazionale, il professor Enrico Castellacci: no alla ripresa degli allenamenti prima del 3 aprile, è la sua posizione, sì al principio di uniformità con squadre nuovamente al lavoro dalla stessa data, anche perché «esiste solo una priorità in questo momento ed è la tutela della salute a prescindere da qualsiasi altra valutazione sia essa politica, sportiva o economica».

In ogni caso l’attesa è grande, non solo per i tifosi ma anche per gli addetti ai lavori: sia per gli aspetti agonistici, ovvero quando si riprenderà a giocare e con quali regole, sia per quelli economici e retributivi.

Il presidente federale Gabriele Gravina ha detto ieri intervenendo a Radio 24: «Grazie al rinvio dell’Europeo, che avevamo fortemente auspicato, abbiamo maggiori possibilità di posizionare le date per i recuperi tra maggio e giugno, sperando che la deadline del 30 giugno sia sufficiente. Altrimenti chiederemo la possibilità di sforare di 10-15 giorni a luglio».

Gravina ha poi ribadito che la Figc ipotizza la ripresa del campionato il 2-3 maggio «in modo da chiudere tutti i campionati entro giugno. La Uefa ha fatto diverse ipotesi, la più ottimistica indica il 14 aprile, mantenendo la formula attuale, un’altra i primi maggio, l’ultima il 13 giugno – ha aggiunto – negli ultimi due casi andrebbero cambiati i format, non escludendo l’ipotesi playoff e playout».

Se si riprendesse il 2-3 maggio, il Pisa giocherebbe di continuo: tutte d’un fiato – forse ma non necessariamente in quest’ordine – le partite con Salernitana, Pescara, Spezia, Cittadella, Pordenone, Entella, Trapani, Cosenza, Ascoli e Frosinone. La chiusura della regular season era prevista il 14 maggio, dei due mesi persi (la gara con la Salernitana, 29ª giornata, era in calendario venerdì scorso) se ne potrebbe recuperare uno. Lo stesso discorso vale per tutte le altre squadre a parte Ascoli e Cremonese (la sfida al “Del Duca” fu rinviata il 22 febbraio, e faceva parte della 25ª giornata) che dovranno giocare una partita in più. E bisognerà trovare una soluzione, possibilmente negoziale, per l’eventuale sforamento a luglio: i contratti stagionali e i prestiti scadono infatti il 30 giugno.

E gli aspetti retributivi? È chiaro che la crisi determinata dall’emergenza sanitaria avrà impatti finanziari su tutti i protagonisti. La Uefa cercherà di spalmare i danni derivanti dal rinvio al 2021 dell’Europeo anche su federazioni, leghe e club, e non sono immuni i calciatori. Il taglio degli ingaggi «in questo momento di emergenza non è un tabù», ha notato Gravina. Il confronto fra Lega e Assocalciatori non è ancora entrato nel vivo. —

antonio scuglia

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