Il Tirreno

Pisa

Stop allenamenti, pugno duro dell’Aic «Ma vogliamo finire i campionati»

Antonio Scuglia
Stop allenamenti, pugno duro dell’Aic «Ma vogliamo finire i campionati»

Pisa, i nerazzurri a disposizione della società: domani una decisione sui tempi della ripresa del lavoro sul campo

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Ci alleniamo o no? Da tre giorni il Pisa è fermo, domani si deciderà cosa fare. In questa situazione di obiettiva emergenza, la grande fortuna - o bravura, secondo noi - del Pisa è quella di avere creato un gruppo psicologicamente sano. I giocatori hanno dato la loro disponibilità alla società: ognuno naturalmente ha la propria sensibilità e le proprie percezioni, ma il clima complessivamente è molto sereno rispetto ad altre realtà dove i nervi sono a fior di pelle.

Tanto da indurre il sindacato dei calciatori a scrivere un duro comunicato: «L’Aic, in un momento delicato per il Paese, è costretta suo malgrado a denunciare la paradossale situazione che si sta verificando in più di qualche club professionistico».

«Ci rattrista e indigna - afferma l’associazione presieduta da Damiano Tommasi - registrare ancora oggi un comportamento scriteriato e fuori dal contesto nazionale e internazionale di alcune società calcistiche, che si ostinano a convocare gli atleti per allenamenti in piccoli gruppi o, peggio ancora, per il controllo quotidiano della temperatura». E ancora: «Se i club convocano oggi in Italia calciatori per il solo fatto di controllare la presenza di febbre o meno, costringendoli a muoversi da casa, incontrare persone, frequentare ambienti per ottenere un dato facilmente comunicabile per telefono, è un atto vergognosamente irresponsabile nei confronti delle tante persone costrette a muoversi e a lavorare per consentirci un minimo di servizi necessari».

Conclude l’Assocalciatori: «Se le società convocano gli atleti devono spiegare quale sia l’interesse nazionale di tenere in forma atleti ed atlete che nella migliore delle ipotesi non riprenderanno l’attività prima di metà aprile! Questo significa che stanno vivendo su un altro pianeta».

Il vice presidente Aic Umberto Calcagno, peraltro, ha puntualizzato su Lady Radio: «Noi non intendiamo attivare scioperi, le decisioni sono dei singoli. I ragazzi che non vorranno allenarsi lo potranno fare, anche perché non mi sembra che gli ultimi decreti approvati lo impediscano. Anche perché sfugge l’esigenza tecnico-sportiva di allenarsi, in questo momento». E ancora: «Noi vogliamo finire i campionati in maniera regolare, ma la scelta di non allenarsi è propedeutica per far ricominciare tutto prima: il fatto di non allenarsi e mantenere le distanze è propedeutico proprio a questo».

Riguardo alla ripresa della stagione si è espresso il presidente dell’Empoli Fabrizio Corsi su Radio Kiss Kiss: «Penso sia impossibile giocare il 4 e 5 aprile. Più passano i giorni e più vengono meno tutte le certezze su quando verrà risolta questa emergenza».

Ogni decisione in merito per ora è rimandata al Consiglio federale di lunedì 23 marzo: «Qualcuno vorrebbe cristallizzare le classifiche, - dice Corsi, - ma penso che sia necessario giocare tutte le gare del calendario. A costo di finire il campionato in pieno agosto». Una data importante è stata fissata sul calendario: si è parlato del 9 maggio. Oltre quel termine, anche quanto auspicato da Corsi sarebbe molto complicato: «Sicuramente io sono tra i presidenti che non vogliono annullare il campionato. C’è chi ha fatto illazioni per stravolgere tutto, annullare il campionato o cose simili. In particolare da chi è in fondo alle classifiche». Fra l’altro c’è anche un ex giocatore dell’Empoli fra quelli risultati positivi al Coronavirus, ovvero Antonino La Gumina, passato alla fine di gennaio alla Sampdoria: è in buone condizioni ed è in isolamento nella sua abitazione. Quando i nerazzurri hanno affrontato l’Empoli nella gara di ritorno (16 febbraio), lui era andato via da tempo.

Tornando alla possibile ripresa dei campionati, l’ultima voce parla dell’intenzione della Lega di serie A di ripartire il 2 maggio a porte chiuse. Questa decisione non porterebbe automaticamente la Lega di B a prendere la stessa decisione, ma sarebbe un buon indicatore. Di certo, prende sempre più corpo l’ipotesi di rinviare gli Europei, il che consentirebbe di allungare la stagione dei vari campionati nazionali.

E forse è meglio che discenda tutto dalla Uefa, a cascata. Perché in Italia non vediamo una grande tendenza a “fare sistema”, come chiede da anni il Pisa, bensì di urlare le proprie ragioni a ogni piè sospinto, a costo di stravolgere le regole. “Fare sistema” significa a volte anche rinunciare a un proprio interesse immediato per rafforzare tutto il movimento, ovvero per bonificarlo dalle storture che si sono cristallizzate negli anni. Il fatto che il club nerazzurro quest’anno sia rappresentato nel Consiglio di Lega, del quale fa parte il presidente nerazzurro Giuseppe Corrado, è già un passo avanti. Ma il calcio italiano deve farne molti, per diventare pulito ed economicamente sostenibile. —



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