Gioco
Pisa-Livorno: salvezza e campanile si incrociano in un derby sentitissimo
Arena, fischio d’inizio alle 18: i nerazzurri, falcidiati dal giudice sportivo, hanno pochissima scelta a centrocampo
Oggi alle 18, all’Arena Garibaldi, il Pisa gioca la partita più difficile del campionato, contro il Livorno ferito e che si gioca un’ultima, doppia speranza: riaccendere una fiammella nel tunnel dove si è ficcato per le scelte di mercato sbagliate, e spingere nelle sabbie mobili in cui si trova anche l’avversario sportivo per eccellenza. È lo spirito della competizione, piaccia o meno, e del campanile, e il concetto varrebbe anche a parti invertite: se affondo io ma riesco ad affondare anche il rivale più vicino, l’annata non andrà comunque sprecata.
Ma attenzione, perché il Livorno non è solo una belva ferita: è anche una squadra rispettabile, che all’andata ha inflitto un doloroso ko a Gori e compagni, e che negli ultimi due turni, dopo avere sconfitto a domicilio il Chievo, probabilmente avrebbe fatto la stessa cosa al Picchi con la corazzata Frosinone, se i ciociari non avessero usufruito di un rigore scandaloso.
A D’Angelo mancano ben tre titolari per squalifica: Belli, Siega e Marin, quest’ultimo il vero uomo in più delle ultime partite. Rientra però Fabbro e altri assi nella manica come Masucci, Gucher, Lisi e De Vitis “risparmiati” nella formazione titolare a Crotone sono a piena disposizione. Con loro anche Birindelli, escluso per precauzione nella gara con i calabresi ma pronto a gettarsi nuovamente nella mischia.
È probabile che il tecnico nerazzurro confermi il modulo 4-3-1-2; in difesa, Birindelli, Pisano e Lisi si disputano due maglie da esterni, mentre a centrocampo le scelte sono abbastanza obbligate viste le squalifiche di Siega e Marin; Minesso contende a Pinato la maglia da mezzala sinistra. Un dubbio sulla trequarti: Soddimo (scelta apparentemente più logica) o la sorpresa Vido?
Fra i convocati ci sono un’esclusione, una sorpresa e un totem. Resta fuori Perazzolo, autore di un gesto di rabbia contro il Crotone, mentre rientra fra i portieri D’Egidio (con lui in tribuna un filotto negativo quasi ininterrotto, in campo porta comunque bene) e festeggia la sua prima maglia ufficiale, numero 38, il giovanissimo Modesto Edu Mengue, classe 2003. L’ultimo derby all’Arena lo firmò Eusepi, ora all’Alessandria, su assist di Masucci; in tanti oggi si candidano a raccoglierne l’eredità. Di certo, «in questi casi non si può dire chi è favorito – ha dichiarato ieri Gerry Cavallo, grande ex nerazzurro, in un’intervista su sportpaper.it –. La squadra migliore vince sempre se gioca meglio. Però le assenze di Siega e Marin sono pesanti. Il mister del Pisa avrà scelte obbligate in mezzo. Pinato, Gucher e De Vitis. Ma non avrà cambi in quel settore. Comunque sarà un derby fatale. Per Livorno se perde sarà quasi condannato al 100%. Per il Pisa se dovesse andare male il cammino per la salvezza sarà tortuoso».
Nel campo avversario la speranza è che, senza troppe pressioni, il Livorno riesca a tirare fuori il meglio di sé. Breda ha scelto di giocarsela senza timori. Questo è un Livorno che rende al meglio con una puntale centrale e due esterni offensivi. Anzi, una punta centrale “vera”: come Ferrari per intenderci, un “9” classico. E se fosse arrivato già alla ripresa del campionato, forse la classifica degli amaranto avrebbe contorni meno drammatici. Ferrari sarà il terminale di un 3-4-3 che può esaltare le caratteristiche di Marras e Marsura: gli amaranto sperano che quest’ultimo ritrovi la gamba dei giorni migliori. Tatticamente dovrebbe uscirgli la partita perfetta, col Pisa che giocoforza dovrà tenere il pallino e dunque più spazi per lui nelle ripartenze. Breda porta a Pisa 23 giocatori: restano a casa il mancato nerazzurro Brignola (infortunato), Mazzeo, Morganella, Trovato. Sulla carta non ci sono assenze di peso, l’unico giocatore che forse poteva dare una mano era Brignola ma nel quarto d’ora in cui si è visto contro il Frosinone ha mostrato di essere lontano dalla condizione fisica migliore.
Il lutto. È scomparso ieri Alessandro Costa, classe 1930, giocatore e poi allenatore delle giovanili e preparatore dei portieri del Pisa che fu, negli anni ’60-’70. La camera ardente è stata allestita presso la Pubblica Assistenza e il funerale è annunciato per oggi alle 15 nella chiesa del Cep. Il Pisa ha appreso la notizia nella tarda serata di ieri e ha espresso il suo dolore per l’evento luttuoso.
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