Il Tirreno

Pisa

L’amore per il Pisa ai tempi del virus la curva Nord: niente assembramenti

Antonio Scuglia
L’amore per il Pisa ai tempi del virus la curva Nord: niente assembramenti

Stadio a porte chiuse per tutti, i tifosi rattristati per non poter incitare la squadra ma prevale il senso di responsabilità

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pisa. Doveva essere un grande appuntamento per quasi diecimila persone, con gli spalti gremiti, una coreografia da grandissime occasioni e una gradazione decibel da fare impallidire Cape Canaveral e Bajkonur.

Ma la gara sarà giocata a porte chiuse per la prevenzione del coronavirus; all’Arena entreranno titolari, riserve e allenatori, steward, equipaggi delle ambulanze, qualche dirigente e 45 giornalisti in tutto, “filtrati” con i termoscanner.

La tristezza per un derby a porte chiuse è tanta, ma lo è anche la consapevolezza che i motivi di questa chiusura sono particolarmente importanti.

I gruppi della Curva Nord Maurizio Alberti hanno quindi reso nota la loro posizione, condivisibile al 100%. «In merito alla decisione di giocare a porte chiuse la partita tra Pisa e Livorno – scrivono i tifosi nerazzurri – non possiamo che dirci dispiaciuti, sportivamente parlando: avevamo finalmente l’occasione di goderci un derby all’Arena, sostenere la squadra, colorare la Curva, coinvolgere lo stadio, spingere la squadra alla vittoria. Si respirava un clima di grande attesa, nella tifoseria, in città, e la notizia ha ovviamente smorzato gli entusiasmi».

Continua il comunicato: «Al di là della delusione, però, non possiamo non rispettare un provvedimento preso per tutelare la salute pubblica, proprio noi che da anni portiamo avanti battaglie e progetti in campo sanitario. Non entriamo nel merito della scelta e tanto meno della situazione a livello locale e nazionale, rileviamo soltanto che una decisione simile ha lo scopo (o almeno l’intenzione) di tutelare i cittadini e i tifosi, e che noi non la contesteremo, né ci schiereremo apertamente “contro”, come avremmo fatto con altri tipi di provvedimenti in odore di repressione o portati avanti in chiave anti-ultras».

«Coerentemente con questo – spiegano – non promuoveremo nessun tipo di iniziativa, e comunque nulla che possa causare assembramenti di persone, vanificando così quanto indicato».

Una posizione apprezzata dal questore Paolo Rossi: «In qualità di responsabile dell’ordine pubblico della città – ha detto ieri – esprimo soddisfazione per le dichiarazioni di grande responsabilità dei responsabili dei gruppi della tifoseria organizzata e per quelle di grande equilibrio e signorilità del presidente del Pisa Giuseppe Corrado».

Corrado aveva infatti spiegato nella serata di giovedì: «Non penso che i nostri tifosi si avvicineranno all’Arena, ma comunque invito tutti a prendere atto della decisione e soffrire dal divano di casa. Stavolta non è una scelta punitiva, ma una decisione per tutelare la salute di tutti».

Anche i tifosi amaranto, che nei precedenti due derby vietati agli ospiti si ritrovarono all'Ardenza nel 2009 e al Coni nel 2017 per “scortare” con moto e scooter il pullman della squadra fino alle porte di Pisa, hanno deciso di far prevalere la cautela e non ci sarà nessun corteo nessun ritrovo: a malincuore hanno deciso di evitare ogni tipo di assembramento. —

Antonio Scuglia

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