Il Tirreno

Pisa

la storia 

L’Arena Garibaldi venne inaugurata con un derbyssimo vinto per 5-1

Simone Martini

Era il 4 maggio 1919 e la squadra nerazzurra sconfisse quella amaranto che l’anno seguente avrebbe addirittura  conteso lo scudetto all’Inter

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PISA. Forse non tutti lo sanno, ma la prima gara giocata all’Arena Garibaldi è stata un Pisa-Livorno finita con il roboante punteggio di 5-1 a favore dei nerazzurri. Era il 4 maggio del 1919 ed i nerazzurri sconfissero i cugini che un anno dopo avrebbero conteso il tricolore all’Inter.

L’Arena Garibaldi fu inizialmente un anfiteatro per le corse equine. Venne costruita nel 1807 da Sabatino Federighi, nobile e proprietario di cavalli, che acquistò un appezzamento di terreno posto nella zona di Porta a Lucca. L’accesso era in un primo tempo dalla parte della chiesa di Santo Stefano, successivamente, a causa delle proteste del parroco, venne spostato sulla via di San Giuliano (l’attuale via Luigi Bianchi).

Il fondatore dell’Arena morì nel 1831, ma figli e nipoti proseguirono l’opera e realizzarono un nuovo palcoscenico, nuove strutture per gli spettatori, un muro che circondava tutta la struttura (oggi ancora esistente per metà), un viale alberato (oggi esistente e con funzione di parcheggio e di accesso al centro medico sotto la curva Sud) ed infine un arco in stile romanico con la scritta “Teatro Diurno”.

Oggi quell’entrata esiste sempre ed è costituita da due grandi archi con scritto “Arena Garibaldi”. Il Teatro Diurno dell’Arena Federighi si sviluppò rapidamente e dopo il 1842 cominciò ad essere molto apprezzato e frequentato.

Nel 1882 prese il nome di Arena Garibaldi, in onore dell’eroe morto proprio in quell’anno. L’Arena venne saltuariamente utilizzata per manifestazioni di vario tipo (fuochi artificiali, concerti musicali, tiro al piccione, gioco del tamburello, gioco del pallone con il bracciale) fino al 1919, anno in cui il terreno venne acquistato dai dirigenti del Pisa Sporting Club per 24mila lire.

L’esigenza di un nuovo campo per il Pisa Sc era dettata dal numero di spettatori sempre più crescente. Per questo prima il velodromo Stampace, poi l’Abetone non bastavano più per ospitare le partite. L’Arena Garibaldi si prestò egregiamente a tale scopo, anche se all’epoca era ancora un terreno poco adatto al calcio e con presenti le vetuste strutture del Teatro Diurno, ormai dismesso.

Queste ultime vennero trasformate in scricchiolanti tribune in legno e il campo livellato e sistemato alla meglio per il battesimo che vide il Pisa vittorioso sul Livorno per 5-1. Dopo questo “collaudo”, l’inaugurazione ufficiale avvenne il 26 ottobre del 1919 contro la Juventus Roma, squadra campione del Lazio, e il Pisa vinse anche quella gara per 5-1. —

Simone Martini

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