Il Tirreno

Pisa

dopo crotone 

Cartellini rossi in aumento Tanti gli episodi contestati

Massimo Berutto
Cartellini rossi in aumento Tanti gli episodi contestati

Nerazzurri molto critici nei confronti dell’arbitro per la gestione della gara soprattutto dopo l’espulsione di Belli considerata decisamente esagerata

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PISA. Un’espulsione rimediata nei minuti finali, una a tempo scaduto ed un gol subìto in pieno recupero. A Crotone il Pisa non solo è ricaduto nei medesimi errori del recente passato, ma per la prima volta li ha commessi tutti e tre nello stesso incontro. Un filotto negativo da non ripetere, soprattutto nel derby con il Livorno, gara da affrontare prima di tutto con i nervi saldi.

Con i cartellini rossi sventolati a Belli nel finale del match calabrese ed a Marin dopo il triplice fischio salgono a 12 le sanzioni a carico di calciatori nerazzurri.

La novità è che mai finora il Pisa aveva subìto gol in inferiorità numerica.

La perdita di un uomo non aveva pregiudicato le vittorie (a Castellammare senza Benedetti, con lo Spezia dopo l’allontanamento di Marconi, ai danni del Pordenone in assenza di Pinato, e di Fabbro davanti al Perugia) ed i pareggi (di Venezia con i nerazzurri orfani di Benedetti, di Siega a Benevento e privi di Soddimo nel finale con il Chievo), né peggiorato il passivo delle sconfitte (con il Cosenza senza Marin, o a Livorno dopo l’espulsione-lampo di Birindelli), anche se ovviamente in questo ultimo caso probabilmente aveva ridotto le possibilità di rimonta.

L’allontanamento di Belli (autore di un fallo pericoloso, ma non cattivo) ha invece preceduto il gol-partita del Crotone, minando la compattezza di una fase difensiva che stava resistendo agli attacchi di una pretendente alla promozione diretta.

Questo è stato uno degli episodi che più hanno contrariato la società nerazzurra rispetto alla direzione arbitrale. Anche l’allenatore D’Angelo, che solitamente non interviene a proposito degli arbitri, nelle dichiarazioni post-partita ha criticato apertamente il fischietto di Crotone.

Ma non è solo l’espulsione di Belli ad aver irritato i nerazzurri. L’elenco delle lamentele è fatto di una serie di circostanze in cui l’arbitro è sembrato severo con i nerazzurri e di manica larga con la squadra calabrese.

In una partita in cui i dettagli facevano la differenza, questo è stato avvertito di più.

Anche tatticamente si è fatta sentire l’assenza dell’ex Entella nel frangente decisivo: a tentare di contrastare l’elevazione di Simy, oltre a Caracciolo, invece di un secondo difensore di ruolo c’era Siega, sottratto al suo compito di filtro sul fianco sinistro, da dove è scaturito il cross.

Marin è stato punito a partita conclusa, come era accaduto a Marconi in Pisa-Juve Stabia, anche allora dopo la delusione di un gol incassato oltre il 90’.

Finché la palla era in gioco, i nerazzurri erano in 11 (salvo qualche acciaccato), esattamente come in occasione delle due sconfitte sul filo di lana con l’Empoli. A pesare, al pari dell’ultimo derby toscano, sono stati anche i gol falliti in contropiede, allora da Fabbro e Pinato, stavolta ancora da Pinato e da Lisi, abili a lanciarsi in velocità più a concludere. In casa delle grandi gli errori si pagano caro. —

Massimo Berutto

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