Gioco
Vido, un gol pazzesco all’Arena Poi il Pisa resiste anche in dieci
Piegato il Perugia davanti a settemila spettatori, playout più lontani. Finale stoico dopo l’espulsione di Fabbro
Nella gara d’andata al Curi, quasi cinque mesi fa, il Pisa aveva perso 1-0 (gol di Iemmello) e aveva perso forse per tutta la stagione il golden boy atalantino Varnier (rottura del crociato nel finale di gara). Ieri si è vendicato con lo stesso risultato, mettendo anche in cascina tre punti d’oro nella lotta per la salvezza, e ha rilanciato di fatto un altro gioiellino di proprietà della Dea, l’attaccante Luca Vido che nella scorsa stagione in prestito al Perugia era andato in doppia cifra e quest’anno era ancora a secco.
Gran gol, quello di Vido. Bellissimo. E che ha spaccato una partita bloccatissima nel primo tempo, quando entrambe le squadre sembravano attanagliate dalla paura. Comprensibilmente, aggiungiamo. Il Pisa veniva da due sconfitte ed era piombato in zona playout, il Perugia addirittura da tre e si era allontanato dai playoff.
All’inizio della ripresa, però, i nerazzurri hanno alzato i giri del motore e cinto d’assedio l’area umbra: per qualche minuto dalle parti di Vicario hanno iniziato a piovere bordate sempre più pesanti. Prima (6’ st) Marconi aveva addomesticato un pallone ai 22 metri e aveva sparato un destro a fil di palo. Neanche un giro di lancetta e Masucci, al limite dell’area avversaria, aveva rubato palla su un disimpegno di Rajkovic (questi palleggi difensivi sono come la rucola negli anni ’80: qualcuno li ha scoperti, sono di moda e se ne fa un abuso talvolta suicida) e offerto un assist d’oro a Maroni che però tirava addosso al portiere; sulla respinta arrivava Marin ma anche lui centrava Vicario.
Il gol era ormai maturo, e ci pensava Vido a toglierlo dall’albero: arrivava fuori area a rimorchio di Marin, leggermente a destra rispetto alla porta, si aggiustava il pallone sul destro e poi sparava una cannonata verso il “sette” lontano facendo esplodere di gioia l’Arena.
La reazione del Perugia arrivava, ma poco incisiva. Solo il finale, dal 37’ in poi (più 5 minuti di recupero) era in sofferenza, perché Fabbro, entrato da poco al posto di Marconi, entrava a gamba tesa su Dragomir e veniva espulso, giustamente anche se un po’ “a richiesta” della panchina umbra. In ogni caso, anche se Caracciolo nel primo tempo e Pisano nel finale hanno dovuto murare due pericolose conclusioni avversarie, Gori non si è sporcato i guantoni. E a conti fatti, il Pisa ieri ha recuperato due punti su Cremonese, Juve Stabia, Trapani, Venezia e Cosenza.
D’Angelo ha azzeccato tutte le scelte, dalle “promozioni” di Pisano e Vido allo spostamento di Birindelli a sinistra. Bravi nerazzurri. Ma non c’è tempo di festeggiare o sedersi sugli allori: martedì sera si torna in campo, a Crotone, sabato appuntamento all’Arena per il derby con il Livorno. C’è ancora da sudare e da soffrire. —
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