Il Tirreno

Pisa

La festa dei 7mila trasforma le paure in ironia «Ci voleva il virus per rivincere all’Arena»

Daniele Benvenuti
La festa dei 7mila trasforma le paure in ironia «Ci voleva il virus per rivincere all’Arena»

Facce da stadio: la cartoline dall’Arena in occasione della gara con il Perugia, una vittoria attesa in casa da tre mesi 

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sugli spalti

«Ci voleva il Coronavirus per far tornare a vincere il Pisa all’Arena dopo quasi tre mesi». Nelle parole liberatorie ed ovviamente scherzose di un tifoso della tribuna coperta la sintesi di questo sabato tra emergenza sanitaria, partite di serie A rinviate e soprattutto uno scontro fondamentale per i nerazzurri davanti al proprio pubblico contro il Perugia di Serse Cosmi. Il popolo pisano ha risposto con una buona presenza sugli spalti: nessuna psicosi comunque per l’emergenza Coronavirus considerato che, praticamente, non si sono visti tifosi presentarsi sugli spalti con la mascherina.

Sul fronte ospite, oltre 200 i tifosi biancorossi che hanno occupato la curva sud.

Prima del fischio di inizio è la gradinata a lanciare un messaggio in difesa dell’aeroporto con lo striscione “Difendiamo il Galilei porta della Toscana”, a firma anche degli Amici di Pisa e della Compagnia di Calci. La curva nord risponde invece con il grido di battaglia “Vecchio cuore nerazzurro non arrenderti mai”.

La partita nel primo tempo non offre grandi emozioni e quindi a scaldare l’Arena con un lungo applauso da tutti i settori è lo striscione dei tifosi perugini: “Esempio di lotta e mentalità, Pisa non si piega è veramente i suoi ultrà”. La ripresa si apre ancora con un grande striscione in curva nord per ricordare Skrondo e Leo al quale pochi minuti dopo risponde la curva sud perugina con “Mau ovunque”.

Ma il clima nell’Arena in questo secondo sembra cambiato. Tutti i settori si uniscono a sostegno della squadra che si getta a testa bassa in attacco, per poi esplodere alla splendida rete di Luca Vido. Da quel momento è una difesa con i denti da parte dei ragazzi di Luca D’Angelo con il pubblico che capisce la situazione e non molla di un centimetro.

Dalla gradinata si alza anche un coro all’indirizzo di Marconi che aveva avuto sul piede la palla per rompere il digiuno dopo l’infortunio. Dopo l’espulsione di Fabbro tutti a difendere il vantaggio sulle barricate con i fantasmi dei minuti di recupero che vengono questo volta scacciati dal triplice fischio.

Tripudio finale con i nerazzurri a raccogliere gli applausi ed i giocatori del Perugia sotto la loro curva per chiedere scusa dell’ennesima sconfitta. –

Daniele Benvenuti

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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