Il Tirreno

Pisa

Il sabato particolare di Gemmi, diviso tra il Pisa e i ricordi dello scudetto Primavera con Gaucci

Andrea Chiavacci
Il sabato particolare di Gemmi, diviso tra il Pisa e i ricordi dello scudetto Primavera con Gaucci

Negli anni ‘90 il ds nerazzurro era un centrocampista, grintoso e coi piedi buoni, che con Gattuso portò a Perugia il titolo tricolore giovanile 

3 MINUTI DI LETTURA





il grande ex

Sono tanti i giocatori e i dirigenti che hanno vissuto grandi avventure sulla strada che va dal lago Trasimeno e arriva fino a due passi da Piazza dei Miracoli. Nella partita di ieri c’erano diversi ex (uno su tutti Luca Vido, che ha risolto il match), e uno siede dietro la scrivania nerazzurra. Il diesse Roberto Gemmi, nativo di San Giorgio a Cremano (Napoli), è infatti cresciuto calcisticamente nel settore giovanile del Perugia.

Centrocampista grintoso e con i piedi buoni, Gemmi è uno dei pilastri della Primavera del Perugia a metà anni Novanta. Nel 1994-95 i biancorossi allenati da Diego Giannattasio dopo aver eliminato i campioni in carica della Juventus arrivano a giocarsi la finale scudetto con la Lazio. Gemmi subentra a Faieta nella gara d’andata e deve lasciare il posto a Testini in quella di ritorno a Roma. Il Perugia vince 2-1 all’andata, ma al ritorno perde 1-0 e lo scudetto va alla Lazio. In quella squadra giocano Roberto Goretti e Davide Baiocco, per entrambi un futuro in A, e soprattutto l’attaccante Cristiano Lucarelli, che qualche anno dopo diventerà profeta in patria a Livorno dando vita anche a tante sfide con il Pisa. Nemmeno una però indossando la maglia amaranto.

Dodici mesi dopo il Perugia torna in finale che stavolta si gioca in gara secca a Ischia contro il Parma guidato da un 18enne Gigi Buffon che ha già esordito in serie A. Gemmi è uno dei giocatori più esperti, visto che ha già compiuto 21 anni, e nella finalissima parte titolare. Con lui c’è un ragazzo emergente che arriva dalla Calabria e che lascerà il segno nel calcio italiano, vincendo anche il Mondiale nel 2006, e in quello pisano con una promozione in B nel 2016. Gennaro Gattuso è infatti il grande protagonista di quella finale contro il Parma segnando dopo 6 minuti il gol che sblocca la gara dando un dispiacere proprio al futuro amico Buffon. Il Perugia raddoppia con Testini, che oggi è il direttore tecnico dell’Arezzo, altra ex squadra di Gemmi, poi il Parma accorcia le distanze con il futuro centrocampista del Pisa Alec Bolla. Finisce 2-1 e il Perugia può esultare per il tanto atteso scudetto. Il capitano di quel Perugia era Riccardo Gaucci, figlio del presidente degli umbri Luciano. Quest’ultimo è morto l’1 febbraio scorso a Santo Domingo all’età di 81 anni.

In quella stagione 1995-96 il vulcanico presidente biancorosso, che fino a pochi anni prima aveva ottenuto successi importanti nell’ippica, festeggerà non solo lo scudetto baby ma soprattutto il ritorno in A del Perugia dopo ben 15 anni di assenza.

Nell’estate del 1996 Roberto Gemmi invece lascerà il Perugia per iniziare a Taranto, in serie C2, la sua carriera da professionista che lo porterà in giro per l’Italia fino al 2010 giocando 321 partite e realizzando 14 reti. Per Gemmi Perugia ha rappresentato una tappa davvero significativa per la sua crescita come giocatore e come uomo.

Il sogno è quello di ripetere la carriera da direttore sportivo di un altro doppio grande ex di Perugia e Pisa come Gianluca Petrachi.

Ieri però per Gemmi c’era solo una maglia in campo, quella nerazzurra, e soprattutto una serie B conquistata sul campo il 9 giugno scorso a Trieste da difendere a denti stretti. Il passato adesso va lasciato dentro ad un cassetto ben chiuso a chiave. —

Andrea Chiavacci

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web