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Luca D’Angelo: la posta in palio è alta ma il campionato è ancora lungo

Andrea Chiavacci
Luca D’Angelo: la posta in palio è alta ma il campionato è ancora lungo

Il tecnico nerazzurro: «Quando ci presentiamo sotto porta bisogna essere più incisivi. Ne va della nostra tranquillità nel finale»

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PISA. L’attesa firma sul rinnovo del contratto fino al 2021 poco prima della fondamentale sfida salvezza con il Venezia è un attestato di fiducia che dà la carica Luca D’Angelo.

«Eravamo già d’accordo da molto tempo – esordisce l’allenatore nerazzurro – e sono contento che la cosa sia stata risolta prima dei mesi decisivi. Che l’ufficialità arrivi poco prima della partita con il Venezia è casuale, anche se questo rinnovo mi riempie di gioia e soddisfazione».

Teme un Venezia più forte in trasferta che in casa?

«È una squadra che gioca bene e ha buone individualità, ma guardando a noi non cambia nulla. Cerchiamo sempre di fare la partita sia in casa che fuori. Se vogliamo vincere dobbiamo fare una grande partita».

Qual è la situazione a livello fisico?

«Ingrosso e Meroni dovrebbero esser pronti per la partita di sabato prossimo con il Perugia».

Sarà una partita decisiva?

«La partita più importante è sempre quella che andiamo ad affrontare e tutte le gare hanno la stessa importanza. Inutile negare che la posta in palio è alta, anche se il campionato è sempre lungo».

Siete due squadre che meritavano qualcosa in più?

«Non posso dire se mancano punti al Venezia, che comunque mi ha sempre ben impressionato quando l’ho visto giocare. Guardando a noi penso che nelle ultime partite abbiamo raccolto meno di quanto abbiamo seminato».

Non crede che in qualche finale di gara bisognerebbe congelare la partita?

«È facile dirlo, più difficile farlo. A volte non si tiene conto che in campo ci sono anche gli avversari che hanno qualità importanti. In cinque circostanze il punteggio è cambiato nel finale e due volte a nostro favore».

A Empoli non le sembra che la beffa era evitabile?

«Molti hanno sottolineato l’errore di Benedetti e in pochi il fatto che Tutino l’ha messa all’incrocio dei pali. Benedetti ha fatto una buona partita, come tutta la squadra. Sento dire spesso che mettiamo sotto l’avversario per 70 minuti ed io ci metterei sempre la firma affinché accada sempre».

Non esiste un problema difensivo?

«La squadra sa difendersi con ordine, anche quando resta in inferiorità numerica. Ad inizio partita i valori importanti sono l’approccio, il lavoro tattico e l’aspetto fisico-mentale. Negli ultimi minuti resta tutto tranne la tattica, a quel punto viene fuori molto la situazione psicologica legata al risultato, e poi le qualità singole dei giocatori».

Quindi cosa sta mancando?

«Quando ci presentiamo sotto porta bisogna far gol per poi essere più tranquilli nei minuti finali. Difficilmente facciamo un tiro e un gol, forse all’inizio quando gli altri non ci conoscevano ancora».

La mentalità quindi è quella giusta?

«Dobbiamo pensare sempre a fare più gol possibili, altrimenti ci snaturiamo. Fa parte delle nostre caratteristiche, non abbiamo giocatori capaci di mettersi dietro e aspettare gli avversari nella propria area di rigore, ma al contrario di attaccare con più uomini l’area avversaria». —

Andrea Chiavacci

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