Gioco
Derby, il Pisa fa pretattica seduta a sorpresa all’Arena
Allenamento a porte chiuse per i nerazzurri: D’Angelo deve scegliere uomini e modulo da opporre domenica sera al lanciatissimo Empoli
PISA. Il Pisa fa pretattica e si allena a porte chiuse all’Arena Garibaldi per preparare il match di domenica sera, ore 21, al Castellani di Empoli, dove potrà contare sul sostegno di 800 tifosi al seguito in un settore ospiti esaurito da martedì sera.
Inizialmente l’allenamento era in programma a San Piero a Grado, ma D’Angelo e il suo staff hanno deciso di provare le strategie anti-Empoli lontano da occhi indiscreti e sul terreno dello stadio pisano disputando una partitella in famiglia con l’Under 17. Oggi la squadra torna ad allenarsi a San Piero e domani sarà all’Arena per la consueta rifinitura.
La buona notizia di ieri è il ritorno in gruppo di Stefano Gori, dopo il taglio e i punti al sopracciglio rimediati contro il Chievo, già pronto a difendere la propria porta domenica sera.
Gori fin qui è l’unico insostituibile nell’undici di D’Angelo, che ogni giornata manda in campo un Pisa diverso. I risultati e il gioco propositivo, tranne rare eccezioni, però sono in linea con gli obiettivi dei Corrado e Gemmi, tanto che si va verso il rinnovo del contratto con il tecnico abruzzese fino al 30 giugno 2021.
I cambi di formazione non sono dovuti solo alle scelte tecniche, ma anche alla continua emergenza, da inizio stagione, dovuta a infortuni e squalifiche. A Empoli oltre ai lungodegenti Varnier, Meroni e Ingrosso mancherà sicuramente Danilo Soddimo: il Pisa farà ricorso contro le tre giornate di squalifica sperando in uno sconto almeno di una giornata.
Proprio la sostituzione di Soddimo nel ruolo di trequartista è una delle scelte più difficili per D’Angelo in vista di Empoli. Si punterà sulla solidità e la capacità di far legna di Siega, o sulla maggiore velocità e qualità offensiva di Minesso? Il secondo però garantisce minor copertura rispetto al primo.
Tra le opzioni anche un possibile cambio di modulo. Accantonare almeno per una giornata il 4-3-1-2 e tornare al 3-5-2 con al centro della difesa De Vitis, che dovrebbe rientrare dopo la botta rimediata a Cremona e la panchina di domenica scorsa, assieme a Caracciolo, buona la prima per lui, e a un Benedetti in crescita.
Al di là del modulo, le certezze sono rappresentate dal buon momento di Birindelli e dal pendolino Lisi sulle fasce, ma anche da Gucher e Marin a centrocampo. L’austriaco, decisivo per due partite di fila con i suoi salvataggi sulla linea, sta ritrovando continuità giocando da mezzala, mentre il rumeno da regista basso davanti alla difesa si prende qualche rischio ma porta quantità e qualità. Non vanno dimenticati Pinato e il difensore Pisano, in gol nel finale palpitante di Cremona.
In attacco c’è l’imbarazzo della scelta. Marconi vuol tornare a giocare dal primo minuto, ma fin qui D’Angelo ha cercato di reinserirlo gradualmente dopo l’infortunio. Con lui in campo contro Juve Stabia e Chievo sono arrivati due gol e tante occasioni. Marconi sa fare reparto da solo ed è devastante nel gioco aereo, risultando uno dei punti fermi nel girone d’andata. Domenica potrebbe riformarsi la coppia collaudata con Masucci.
Intanto Vido, bene a Cremona e in difficoltà con il Chievo, resta una carta in più. Così come non va dimenticata la velocità di Fabbro, né l’esperienza di Moscardelli. Entrambi possono diventare utili nei minuti finali. —
Andrea Chiavacci
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
