La protesta
Il Pisa non ha paura delle Streghe e porta via un punto dal Vigorito
Una prestazione di grande carattere a Benevento, dove l’autorete di Tuia rende vano il vantaggio iniziale di Coda
BENEVENTO. È un punto pesantissimo, quello strappato al Vigorito dove il Benevento vinceva ininterrottamente dall’inizio di ottobre.
Sì, pesante come il piombo. E anche prezioso come l’oro, conquistato grazie alla strepitosa prestazione di Stefano Gori ma anche al cuore e alla disciplina tattica di tutta la squadra, costretta a giocare in dieci per l’espulsione di Siega il lungo finale, comprensivo di 6 minuti di recupero concessi dall’arbitro (di questi, almeno 2 regalati alla capolista).
Non solo: dal 10’ st il Pisa aveva in campo zero difensori centrali di ruolo, perché Ingrosso era dovuto uscire per infortunio (murando un gol praticamente fatto di Sau) e Benedetti, così come Belli, era dovuto rimanere addirittura in albergo a causa di un improvviso attacco influenzale.
Ma nel lungo assalto dei giallorossi alla porta pisana, due volte (Kragl al 54’, Maggio al 95’) la squadra di Pippo Inzaghi ha pagato la scarsa lucidità al tiro, praticamente a porta vuota; e nelle numerose altre occasioni in cui la capolista è riuscita ad arrivare al tiro, si è sempre trovata davanti un Gori monumentale, soprattutto al 48’ quando si è visto sbucare davanti Coda lanciato tutto solo addirittura da un fallo laterale a centrocampo, e all’87’ quando ha deviato in angolo una fucilata di Kragl da due passi.
I gol che hanno deciso il risultato sono arrivati entrambi nel primi 20 minuti di gara. Al 10’ è passato il Benevento: Sau si è liberato fallosamente di Birindelli e, entrato in area sulla sinistra, ha fintato su De Vitis servendo bene al centro Viola. L’attaccante ha colpito in pieno la traversa, ma la palla è tornata al centro dell’area dove si trovava Coda lesto a insaccare.
Il Pisa, che aveva iniziato la partita con uno spirito molto propositivo, ha reagito subito e al 18’ i suoi duecento tifosi al seguito, che oltre ad aver cantato per tutta la partita alla fine hanno applaudito a lungo i ragazzi di mister D’Angelo, hanno potuto gioire: su un bel cross dalla sinistra, la palla attraversava l’area e Gucher la rimetteva subito nel mezzo; Tuia per anticipare Siega in scivolata infilava nella propria porta lasciando di stucco Montipò.
I sanniti hanno continuato ad attaccare per tutta la partita, con meno intensità fino all’intervallo ma con grande piglio per tutta la ripresa, soprattutto dopo l’ingresso di Improta sulla sinistra. Numerosi i palloni messi in mezzo, pesante e costante la pressione. Ma il Pisa ha avuto il merito di non disunirsi, mentre con lo scorrere dei minuti i quasi diecimila del Vigorito capivano che la porta di Gori per loro era maledetta.
Nel finale il Pisa ha gettato nella mischia anche Moscardelli, che dal limite ha costretto Montipò all’81’ a un balzo felino per evitare la beffa.
Prossimo appuntamento, sabato alle 15 all’Arena dove arriva la Juve Stabia. Sarà una battaglia, la prima di tante gare dove i punti in palio sono denaro contante per la salvezza. —
Antonio Scuglia
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