Il Tirreno

Pisa

Il Pisa fa 0-0 con il Frosinone Mancano un rosso e un rigore

Antonio Scuglia

Per i gialloblù due occasionissime con Beghetto e Dionisi, annullato a Masucci un gol ma il fuorigioco era netto

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Il Frosinone ha sbagliato due gol clamorosi, con Beghetto al 42’pt (tiro fiacco e centrale addosso a Stefano Gori dopo essersi liberato in area da Aya) e con Dionisi al 7’st (traversa da due passi sugli sviluppi di un corner da sinistra), e lo stesso Gori si è dovuto salvare al 20’deviando in angolo una bella punizione di Ciano.

Ma a sua volta il Pisa è andato vicino alla rete con Masucci nel lungo recupero del primo tempo (cross di Lisi e testa di Masucci, parata di Iacobucci che ha anticipato di un millisecondo l’irrompente Fabbro).

E il Frosinone deve ringraziare l’arbitro Illuzzi che gli ha risparmiato un rigore (falli di Krajnc su Minesso) e un rosso a Brighenti nella ripresa.

Lo 0-0 dell’Arena è arrivato alla fine di una gara non bella ma intensa. D’Angelo è tornato al 4-3-1-2. Modulo assolutamente più congeniale a questa squadra rispetto a quello a una sola punta schierato anche per necessità nelle ultime occasioni: contro il 3-5-2 della corazzata di Alessandro Nesta, che in difesa schierava dei marcantoni, l’attacco composto dai brevilinei e rapidi Minesso (trequartista), Fabbro e Masucci, con l’entrata di Moscardelli nel finale, è riuscito quantomeno ad arrivare più volte a impensierire gli avversari.

La partita l’ha fatta prevalentemente il Frosinone, ed era difficile pensare che potesse andare in modo diverso: troppi gli assenti in casa pisana, e troppo forte la paura di esporsi alle ripartenze avversarie, per impostare una gara d’attacco, ma il baricentro dei nerazzurri non è mai stato troppo basso.

Il Pisa era chiamato a fare argine lontano dalla propria area, sporcando subito le azioni degli avversari e cercando di sorprenderli in velocità, e lo ha fatto per tutta la gara senza andare mai in affanno.

Forse qualcosa in più in fase di spinta avrebbe potuto fare senza l’infortunio di Birindelli, che sembrava ispirato: al suo posto è entrato Pinato con lo spostamento di Siega nella posizione di terzino destro, peraltro tenuta con grinta, ma è chiaro che le caratteristiche sono diverse.

Anche i laziali hanno dovuto registrare un infortunato: al 10’, su una gran palla in profondità di Minesso, Bardi anticipava in uscita Fabbro che ricadendo lo colpiva involontariamente alla nuca, tanto da costringerlo a lasciare il campo pochi minuti dopo.

Nesta voleva vincere la gara ma non è mai riuscito a far cambiare ritmo ai suoi. Nell’ultimo quarto di gara quindi ha aggiunto peso e centimetri in attacco (l’americano Novakovich, 193 cm, al posto di Ciano) ma senza guadagnarci, anzi l’unica vera occasione nel finale l’ha costruita il Pisa: cross di Lisi per Masucci, inzuccata sul secondo palo fuori di poco. —



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