Gioco
Quel «Frosinone culone» entrato nella storia della radio
PISA. Quando si parla di Frosinone a tanti viene in mente una canzone di Rino Gaetano (Mio fratello è figlio unico), o per i più giovani una di Calcutta (Frosinone); per molti, invece resta impressa nella memoria la voce di Francesco Marcozzi, corrispondente de Il Messaggero a Giulianova, e radiocronista storico della squadra locale. Nel 95-96 durante un combattuto Giulianova-Frosinone, finito 2-2, Marcozzi entra nella storia della Tv, grazie a Mai dire gol, esclamando il memorabile «Frosinone culone».
Buongiorno Marcozzi, faceva sempre le radiocronache in quel modo?
«No, ho fatto anche di peggio».
Ci racconta come è andata quel 17 marzo 1996?
«Giulianova e Frosinone giocavano una partita chiave per la zona playoff in C2. Quel giorno la A e la B scioperavano e a Giulianova era arrivata la Rai per riprendere la partita (infatti Marcozzi ha esortato più volte la Tv di Stato a evidenziare gli errori del guardalinee, nda). Il Giulianova attaccava tantissimo e il portiere del Frosinone parava di tutto, anche con un po’ di fortuna. Io lo avevo ribattezzato Culone, poi dopo un palo colpito dal Giulianova mi è uscito quel “Frosinone culone” e anche altre espressioni che per noi abruzzesi sono piuttosto consuete».
Si aspettava tutto questo clamore?
«La cosa mi ha fatto piacere, ma non sono mai riuscito a sapere chi ha inviato quel famoso audio alla Gialappa’s band che poi venne montato sulle immagini della partita».
Marcozzi venne invitato a Mai dire gol, poi nel 2015 ecco che il Frosinone, rivale di un tempo, centra una clamorosa promozione in A. Il video diventa virale e Marcozzi viene invitato in Rai a Quelli che…per commentare Frosinone-Sampdoria il 18 ottobre 2015.
Qual è stata l’accoglienza ricevuta allo stadio Stirpe?
«Buona, tanta gente mi veniva a salutare. Tutto sommato gli ho dato un po’ di celebrità e gli ho portato fortuna perché vinsero 2-0. Ancora una volta è stato un Frosinone culone (sorride, ndr)».
Quella frase non le ha mai creato problemi?
«Al contrario, mi ha reso famoso. A Giulianova tanti ragazzi fanno veri e propri pellegrinaggi per venirmi a salutare da diversi anni. Anche oggi qualcuno si ferma per un selfie o per girare un video con me».
Ancora oggi fa telecronache per il Giulianova?
«Sì, ma ce la passiamo male. Siamo in serie D. Ho dei bei ricordi anche dell’Arena Garibaldi e di qualche sfida con il Livorno. Spero un giorno di tornare in stadi prestigiosi come il vostro o come quelli di Catania e Palermo».
Ricorda la sua prima radiocronaca?
«Quasi 43 anni fa, un Reggiana-Giulianova. Da lì in poi non mi sono mai fermato».
Come vuol salutare i tifosi?
«Con un “Frosinone culone”, da quando non mi invitate più siete retrocessi. Scherzo, ovviamente. Buona partita a tutti». — A.C.
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