Lutto
Nerazzurri decimati e sterili terza sconfitta in quattro gare
La squadra di D’Angelo resiste solo tre quarti di gara ad Ascoli. Incredibile “rosso” risparmiato ai bianconeri sullo 0-0
Ascoli. Dieci assenti, dei quali quattro ufficialmente infortunati, un desaparecido per scelta tecnico-societaria (Asencio), tre squalificati, due giocatori in panchina ma evidentemente inutilizzabili (Masucci e Belli): troppi davvero. E i “sopravvissuti” si arrabattano per portare via un punticino dello stadio Del Duca, ma dopo tre quarti di gara senza emozioni, anzi con due discrete occasioni per Fabbro (all’ 11’ pt spaccata su cross di Lisi che quasi sorprende Leali) e Liotti (punizione alta di poco al 14’ st, palla alta di poco), crollano al primo vero svarione difensivo.
È il 23’ st quando su un bel cross dalla destra di Andreoni, il nuovo entrato Ardemagni (lasciato inizialmente in panchina da Zanetti per farlo respirare un po’) attira su di sé l’attenzione di Aya e Ingrosso, cosicché l’irruzione in area di Cavion passa inosservata e la sua sforbiciata da due passi trafigge Gori.
A quel punto il Pisa, partito con il 3-5-2 e poi un po’ più offensivo nella ripresa, prova le contromosse avanzando il baricentro e cercando di giocare di più la palla: prima Siega, poi Moscardelli, infine Di Quinzio entrano a dare man forte ai compagni ma la stanchezza in campo è evidente e solo due volte i nerazzurri, di nuovo in divisa da trasferta verde ramarro, arriveranno al rito dal limite con Mosca e Minesso senza trovare il bersaglio, mentre l’Ascoli spreca almeno tre contropiede nei minuti di recupero.
I nerazzurri per gran parte del match sono stati bravi a incartare gli avversari con un pressing alto abbastanza costante, pagando poi la stanchezza accumulata con l’incapacità fisica di cambiare marcia una volta passati in svantaggio.
Un appunto lo facciamo anche all’arbitro: sullo 0-0, al 18’ st, Brosco in area di rigore afferra per la gola Fabbro ) i due si stavano punzecchiando da tempo) e lo scaraventa per terra. Nelle regole del calcio sarebbe palesemente un rosso diretto più rigore, in quelle del signor Rapuano di Rimini evidentemente sono un franco scambio di opinioni fra colleghi di lavoro.
L’Ascoli da parte sua, schierato con il 4-3-1-2 (mancando per squalifica Ninkovic, Brlek ha giostrato dietro le punte Scamacca e Da Cruz, che poi con l’entrata di Ardemagni è andato a supporto della nuova coppia offensiva) non ha brillato, però ha messo un discreto numero di palloni in area, provando anche a volte la soluzione dal limite, senza fretta e senza frenesia aspettando il momento buono, ovvero un guizzo dei propri attaccanti o un errore avversario. E il risultato gli ha dato ragione.
Le due squadre provenivano entrambe da una sconfitta e si trovavano in una situazione di classifica simile – 24 punti i marchigiani, 23 il Pisa – ma il ruolino interno della squadra bianconera faceva paura: 6 vittorie, 1 pareggio e 1 sconfitta, con ben 15 gol fatti a 7 subìti a fronte di un rendimento esterno da retrocessione diretta.
E soprattutto, come accennato, i nerazzurri erano privi di una lunga serie di giocatori per infortunio e ben tre per squalifica, anche se i quasi quattrocento tifosi al seguito hanno fatto di tutto... per non far sentire in inferiorità numerica quelli che erano in campo.
E gli altri risultati del pomeriggio sono stati così così, vista la vittoria del Cosenza contro l’Empoli, grazie anche a un gol degli ospiti incredibilmente non visto da arbitro e guardalinee. E anche il Trapani è andato a un passo dal fare il pieno, in dieci e raggiunto due volte in casa dal Perugia grazie ad altrettanti rigori. La zona playout quindi si avvicina in modo antipatico.
Domenica si torna in campo nell’ultimo turno del 2019: alle 15 all’Arena arriva un Frosinone dal dente avvelenato, che veleggia ormai stabilmente nell’alta classifica ma ieri si è fatto battere in extremis dal Crotone incassando il primo ko casalingo della stagione. Nel Pisa rientreranno Gucher, Birindelli e Marin dalla squalifica, e magari Masucci e Belli saranno utilizzabili, ma Benedetti e De Vitis, che erano in diffida, saranno appiedati dal giudice sportivo. —
Antonio Scuglia
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