Gioco
Pisa, all’esame di maturità arriva una sonora bocciatura
Un avvio terribile col Cosenza, nella ripresa bella reazione fino al rigore sbagliato da Moscardelli. 3 squalifiche in arrivo
Una vittoria avrebbe portato il Pisa al terzo posto, la netta sconfitta col Cosenza lo lascia a metà del guado, e con tre squalifiche in arrivo per la gara di Santo Stefano (ore 18) ad Ascoli: Birindelli, Gucher e Marin, i primi due per somma di ammonizioni e il terzo per il rosso beccato ieri nel finale.
Un rimpianto c’è: dopo un primo tempo disastroso (3-0 per gli ospiti, due grandi parate di Gori, zero tiri nello specchio all’attivo), nella ripresa la reazione c’è stata. E dopo il gol di Birindelli al 22’, una bomba dal limite su assist di Fabbro, entrato nel secondo tempo così come Minesso, proprio Fabbro si è procurato il rigore che poteva riaprire i conti ma Perina ha bloccato il tiro di Moscardelli dagli 11 metri. Sul 2-3 e con 20 minuti più recupero da giocare, forse avremmo potuto assistere a un finale dall’intensità pazzesca come quello di Pisa-Spezia, ma così non è stato.
Va detto che il Cosenza ha meritato nettamente il successo, perché nel primo tempo non solo gli ospiti hanno sfoderato un Riviere che sembrava Ronaldo il brasiliano, ma la differenza di intensità agonistica è stata imbarazzante. L’arbitro Prontera di Bologna, la cui designazione sapeva cabalisticamente si sentenza (con quella di ieri, 4 su 4 le sconfitte del Pisa dal 2014 ad oggi in gare dirette da lui) lasciava correre falli e rudezze, il Cosenza lo ha capito subito ma il Pisa no e una serie di contrasti “morbidi” ha regalato palloni sanguinosi agli avversari, che dopo avere sfiorato il vantaggio al 15’ (paratona di Gori su colpo di testa ravvicinato di Bruccini) sono passati al 27’ con Riviere, bravo ad approfittare di un disimpegno timido di Verna dopo un fallo non rilevato su De Vits: destro a incrociare dai 20 metri e palla nel sacco.
Il Pisa, partito col 4-3-2-1 si è risistemato a tre in difesa ma la musica non è cambiata: al 36’ Gori ha salvato in tuffo su Riviere; al 40’ il centravanti ospite ha controllato un bel pallone in area e ha servito Broh che irrompeva a rimorchio sulla destra e piazzava un destro precisissimo nel “sette” opposto; e al 45’ un cross di D’Orazio da sinistra ha pescato in piena area il solito Riviere, incubo nerazzurro, che schiacciava di testa per il 3-0.
Nella ripresa Fabbro e Minesso in effetti hanno fatto il diavolo a quattro e i Pisa si è rianimato. Secondo noi Braglia, che al 9’ aveva fatto uscire Riviere per farlo riposare, quando - su segnalazione dell’assistente Annaloro di Collegno - ha fischiato il rigore del possibile 3-2 (spinta inutile ma netta di Monaco su Fabbro) si è vista scorrere davanti agli occhi tutta la carriera in pochi attimi, ma Perina non ha abboccato alla finta di Moscardelli e la sfida di fatto è finita lì.
Il secondo giallo a Marin al 90’ per un fallo a centrocampo ha chiuso poi mestamente una giornata già disgraziata. Peccato. Di certo ad Ascoli servirà il “vero” Pisa, tonico e cattivo, visto contro il Pordenone e a Trapani. —
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