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verso il cosenza 

D’Angelo giura fedeltà al Pisa «Credo in questo progetto»

Andrea Chiavacci
D’Angelo giura fedeltà al Pisa «Credo in questo progetto»

Il tecnico elogia club e squadra. E chiude le porte allo spagnolo Raul Asencio «Ho bisogno di soldati con l’elmetto nerazzurro, con lui non c’è feeling»

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PISA. Umile, riservato, poco personaggio, ma con un carattere deciso e una capacità di gestire il gruppo con pochi eguali. In un anno e mezzo Luca D’Angelo ha conquistato tutti i pisani, compreso chi era scettico sulla scelta di questo tecnico abruzzese che fino all’estate del 2018 aveva navigato tra alti e bassi nel mare ricco di insidie della serie C. Si è meritato cori e applausi, non solo, e non tanto per la promozione in B. Alle doti umane vanno aggiunte quelle tecniche: il suo Pisa non solo ha un’anima, ma idee di gioco precise e capacità di adattarsi alle difficoltà.

Non è un caso che la squadra, pur concedendo qualcosa di troppo in difesa, va in gol con 12 giocatori diversi. La vittoria di Trapani è un piccolo capolavoro tattico perché un Pisa schierato ad albero di Natale non lo avevamo mai visto e due trequartisti dietro una punta D’Angelo li ha messi in campo solo a Lucca 13 mesi fa. Quella volta furono De Vitis e Di Quinzio a giocare dietro Marconi, autore del gol decisivo di tacco. Lunedì sera è toccato a Pinato, autore del gol apripista, e a Gucher non dare punti di riferimento agli avversari tramortiti dall’unica punta Moscardelli. Concetti che D’Angelo ha ben spiegato. L’allenatore pescarese ha parlato a 360 gradi della sua avventura in nerazzurro partendo proprio dalla doppietta dell’attaccante con la barba: «Mosca ci ha messo un po’ a carburare dopo l’infortunio, ma sono convinto che può fare dieci gol anche quest’anno. E gol come quello di lunedì sera in rovesciata è in grado di farne solo lui. Al di là del suo aspetto un po’ burbero, Davide è una brava persona e un personaggio amato da tutti, soprattutto dai più giovani».

D’Angelo ha un contratto in scadenza a fine a stagione, ma con clausole in caso di salvezza. «Non conosco bene i dettagli del contratto – sorride il tecnico – ma qui sto bene con tutti, dalla società ai tifosi, e credo fortemente in questo progetto. A parità di categoria Pisa è la mia priorità».

L’allenatore nerazzurro divide i meriti del suo lavoro con la società, in particolare con Roberto Gemmi e Giovanni Corrado e, soprattutto, con chi scende in campo: «Il gruppo è coeso grazie a quei giocatori esperti che rimettono in riga quelli che escono fuori dal coro».

Come nel caso di Raul Asencio, unico che non sembra essersi integrato coi compagni. E, a tal proposito, il tecnico ha parlato chiaro: «Asencio all’inizio ha avuto qualche problemino fisico che non gli permetteva di allenarsi con continuità. Poi quando è rientrato non è nato un amore calcistico con il sottoscritto e ho preferito metterlo da parte per tutelare il gruppo. In questa situazione d’emergenza probabilmente ci avrebbe fatto comodo, ma io ho bisogno di soldati che indossino l’elmetto nerazzurro e non di altri colori».

Di mercato, per ora, non se ne parla. Anche se Asencio sembra destinato a tornare al Genoa, tanto che il Pisa è da giorni sulle tracce dell’attaccante del Parma Luca Siligardi. Nel periodo natalizio ci sono tre ostacoli difficili da superare a cominciare da quello di domenica alle 15 all’Arena: «Contro il Cosenza ci aspetta una partita dura sotto il profilo agonistico. I rossoblù sono un complesso con buone individualità e cercheranno di risalire a tutti i costi dal terzultimo posto in classifica».

Sarà il gran giorno del ritorno da avversario di Piero Braglia. «Un ottimo allenatore e una persona che dice sempre ciò che pensa in faccia – dice D’Angelo, parlando del collega –. Dote rara nel calcio».

Il Cosenza scenderà in campo a Pisa con tante assenze pesanti. Oltre ai lungodegenti Kanoute e Kone, non saranno della partita Mirko Carretta, che deve risolvere i problemi con la pubalgia, e Nicholas Pierini. Il giovane attaccante scuola Sassuolo aveva già dato forfait nella gara persa dal Cosenza contro il Pordenone per una distorsione alla caviglia. Anche se gli infortuni riguardano soprattutto l'attacco la squadra di Braglia è andata in gol 10 volte nelle ultime sei partite, mentre dietro è decisamente vulnerabile concedendo troppe occasioni agli avversari. La classifica piange, appena 14 punti, ma in trasferta i rossoblù sono stati capaci di andare a vincere a Cittadella.

Per la sfida con i calabresi si tenterà di recuperare Di Quinzio e Belli (ha più chance il primo), mentre per l’ultima gara all’Arena del 2019 contro il Frosinone (in programma il 29 dicembre, ma tre giorni prima c’è la trasferta ad Ascoli) esiste la speranza di portare almeno in panchina Masucci. Per Marconi se ne riparla nel 2020. —

Andrea Chiavacci

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