Il Tirreno

Pisa

il ritratto 

Per fare... come Altafini c’è ancora molto tempo

Massimo Berutto

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PISA. A Trapani per la prima volta, almeno a Pisa, Luca D’Angelo ha rinunciato, per ragioni di forza maggiore, alla doppia punta, che insieme ai tre centrocampisti centrali rappresenta la costante del gioco proposto dal mister pescarese, nei due moduli prediletti (4-3-1-2 e 3-5-2).

Stavolta il tecnico nerazzurro ha addobbato l’albero di Natale, non solo in ossequio al periodo dell’anno. In realtà tra i due trequartisti (Pinato e Gucher) che si sono alternati a sostegno di Moscardelli, soprattutto Pinato ha interpretato il ruolo di seconda punta, come testimoniato dal gol-lampo segnato in Sicilia. Non a caso dietro a Marconi è stato il primo ad arrivare a quota 2 reti, seguito a stretto giro di posta da Moscardelli (dodicesimo marcatore rossocrociato in campionato).

L’eterno barbuto centravanti ancora una volta ha sfoderato l’orgoglio, reagendo da campione alle comprensibili critiche piovute su di lui dopo la brutta prestazione offerta al cospetto dell’Entella, quando ancora era alla ricerca della migliore forma. Giusto non aver fatto sconti neppure al capitano, ma guai a darlo per morto. Smentiti coloro che lo definivano ormai un bomber alla Altafini, decisivo soltanto da subentrato e incapace di sorreggere da solo il peso di un attacco orfano di Marconi, Masucci, oltre che di Asencio. La risposta nella doppietta siglata da titolare ed unico terminale offensivo. Nessun gesto polemico, semmai le lacrime di commozione dopo un’impresa tutt’altro che scontata. In fondo un giocatore, che ha saputo rimettersi in discussione, scendendo nel 2014 dalla A (sponda Chievo) alla C (a Lecce), riproporsi ad Arezzo mettendo in salvo la squadra amaranto nonostante i problemi societari e tornare in B nel Pisa a quasi 40 anni, ha già dimostrato di essere magico e non poteva che avere qualche altro coniglio nel cilindro.

Non segnava in B dal primo maggio 2010 (Piacenza-Vicenza 1-1), semplicemente perché da allora (salvo un’ultima presenza in Grosseto-Piacenza, gara conclusa con un’espulsione) non aveva più militato in seconda serie. L’ultima doppietta in cadetteria il 5 gennaio 2010 in Piacenza-Gallipoli 2-0.—

Massimo Berutto

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