Sicurezza
Jilali Jamali e Nikolina Sustic imperatori della Maratona
In quattromila nelle strade di Pisa e del litorale per la 21ª edizione, targata Cetilar e sempre più internazionale
PISA. È stata una Maratona di Pisa rattristata dalla morte del 36enne maltese Ryan Paul Tonna, avvenuta qualche ora dopo aver terminato la mezza maratona in circostanze che non hanno nulla a che vedere con la gara (ne parliamo ampiamente nelle pagine di cronaca). Per la cronaca Tonna aveva chiuso la sua gara al 98° posto, su 1.097 partenti, in poco meno di un’ora e mezzo. «Ci uniamo al dolore della famiglia di questo ragazzo», commentano gli organizzatori della corsa pisana che era nata sotto tutt’altri auspici. Proprio gli atleti maltesi si erano messi in grande evidenza nella mezza maratona con il quarto e quinto posto conquistati da Azzoppardi e Micaleff in campo maschile e con la vittoria di Lisa Marie Bezzina tra le donne, con tanto di record nazionale. Una gioia cancellata dalla tragedia che ha colpito il compagno di squadra.
La 21ª edizione della Cetilar Maratona di Pisa ha visto al via oltre quattromila runner, compresi quelli che hanno partecipato alla corsa dei Babbi Natale, non competitiva sui 3, 7 e 14 chilometri, partiti tutti insieme alle 9 di mattina da via Bonanno con uomini e donne provenienti da 51 nazioni diverse.
La Maratona vedeva al via 1.407 partenti, mentre per la mezza erano 1.106, con un percorso che si snodava fino a Tirrenia per poi tornare indietro fino all’arrivo in Piazza dei Miracoli.
Il sole è stato un alleato, ma il caldo inatteso ha creato un po’ di problemi a livello di disidratazione ad alcuni atleti durante il percorso. Ma in corsa tutto è rimasto sotto controllo grazie a un’organizzazione con tanti volontari (circa 350) sul percorso e all’arrivo.
Qualche disagio invece per quanto riguarda il traffico sul litorale (anche di questo parliamo nelle pagine di cronaca), mentre a Pisa è filato tutto liscio.
La gara più intensa è stata la maratona femminile dove per il terzo anno di fila si è imposta la campionessa del mondo dei 100 chilometri Nikolina Sustic con un tempo ottimo. «Sono passata forte a metà gara – ha detto Sustic dopo aver tagliato il traguardo, – poi ho cercato di gestire. Si chiude per me quest’anno dove ho fatto solo una 100 km, quella del Passatore, che ho vinto, e ho fatto tante maratone, non ricordo nemmeno quante».
La croata si era prefissa di centrare un tempo intorno alle 2 ore e 40 e ha centrato l’obiettivo superando la concorrenza della brillante e sorprendente finlandese Annemari Kiekara, arrivata un minuto dopo, e l’atleta della Repubblica Ceca Petra Pastorova. Maurizia Cunico dell’Atletica Casone Noceto è la prima delle italiane in gara centrando un quinto posto alle spalle dell’ungherese Szabo, finita fuori dal podio dopo il secondo posto della passata edizione.
In campo maschile si è imposto il marocchino Jilali Jamali che vive in Italia da molti anni ed è il portacolori dello storico gruppo podistico Parco Alpi Apuane. «Ho avuto la febbre in settimana e non era facile tenere certi ritmi – spiega Jilali –. Qualche anno fa ero arrivato secondo a Pisa e cercavo questa vittoria da tempo».
Jilali, colto da crampi subito dopo aver tagliato il traguardo, ha dominato soprattutto nella seconda parte di gara staccando l’esperto keniano Joesh Kipruto Korch, arrivato con un distacco di 1’49” . Molto buona la prestazione di Roberto Graziotto che sale sul podio ed è il primo azzurro a tagliare il traguardo precedendo Davide Colgon della Podistica Ozzanese. Buono il quinto posto del namibiano Mendoza. Per quanto riguarda la mezza maratona maschile si è imposto lo svedese John Borjesson davanti al britannico Jim Allchin. Terzo assoluto, e primo degli italiani, Gabriele Bacchion. In questa gara ha partecipato anche l’atleta più longevo del gruppo, il 90enne Angelo Squadrone. Una presenza fissa della corsa pisana e non solo.
Sono partite qualche minuto prima del via ufficiale, come da programma, la coach Anita Zanatta e Andreea Lozinca, duo di “Le gemelle del trail”, entrambe atlete del team Hoka one one. Andreea corre con una protesi e si cimentava per la prima volta in corsa.
In generale la presenza femminile è stata più alta rispetto alle altre maratone che si corrono in Italia, attestandosi sopra il 20%. —
Andrea Chiavacci
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