Finanza
Bandiere “multate”? Una polemica sul nulla
Sulla vicenda delle paventate multe ai tifosi nerazzurri per le bandiere rossocrociate a Cittadella è stato scritto di tutto, di più. Abbiamo letto che le multe sarebbero state già irrogate (!), che è una sentenza (!); qualcuno temeva che le norme fossero state inasprite dal governo Conte-bis tre mesi fa e così via.
Senza addentrarci in analisi filosofiche, facciamo solo un po’ di chiarezza su alcuni punti.
Primo: nessuna multa è stata irrogata, dal questore di Padova o da altri.
Secondo: non c’è stata nessuna sentenza. Una frase di un questore non è una sentenza, quella la emettono i giudici.
Terzo: la nuova normativa (decreto ministeriale del 13 agosto scorso), riguarda l’“Organizzazione e servizio degli steward”, non le bandiere. Per queste ultime, la norma è sempre quella derivante dalla (criticabilissima) determinazione 14 / 2007 dell’Osservatorio del Viminale: le bandiere riportanti solo i colori sociali della propria squadra e quelle degli Stati rappresentati in campo entrano senza limiti; per tutte le altre (così come per gli striscioni) va fatta richiesta almeno 7 giorni prima, altrimenti può esserne vietata l’introduzione nello stadio.
Ora, chiunque non sia in malafede capirebbe che la norma serviva e serve a “bannare” simboli politici; le bandiere rossocrociate sono invece un semplice e pacifico simbolo del legame con la città e la squadra di calcio.
I tifosi nerazzurri al Tombolato le hanno regolarmente mostrate all’ingresso e sono state ammesse: quindi nessuno di loro ha commesso irregolarità. —
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