Gioco
Cuoghi: il primo obiettivo resta la salvezza ma la zona playoff non è poi così distante
L’ex allenatore e centrocampista del Pisa: la posizione in classifica sarà determinate per le mosse sul mercato di gennaio
PISA. «Solo il calcio riesce a dare emozioni forti e far cambiare umore e giudizi nel giro di pochi minuti». Parola di Stefano Cuoghi, uno dei grandi del centrocampo nerazzurro degli anni Ottanta ed attualmente allenatore in attesa di trovare squadra. Sabato ha assistito dalla tribuna alla vittoria in extremis del Pisa sullo Spezia.
Cuoghi, si tratta di un successo che può rappresentare una svolta a livello mentale per i nerazzurri?
«Vincere così sicuramente aiuta. Anche perché il Pisa era reduce dalla pesante sconfitta di Pescara e da due derby persi con Empoli e Livorno. Perdere un’altra partita molto attesa dalla tifoseria avrebbe potuto creare qualche problema”».
Lo Spezia fin qui è un po’ la delusione del torneo?
«Lo Spezia quando inizia a giocare a calcio è una buona squadra e si è visto anche a Pisa. È presto per parlare di delusione. Se riuscivano a chiuderla in contropiede si sarebbe parlato di tutt’altra cosa, ma le partite durano fino al 95’. Il Pisa è stato bravo a vincerla con le sue armi, sfoggiando una grande determinazione».
Troppi alti e bassi per la squadra di D’Angelo?
«Gli alti e bassi sono un po’ la norma in serie B. Il Pisa sta facendo buone cose e grazie a questa vittoria è in linea con gli obiettivi di inizio stagione».
La sosta è provvidenziale per recuperare un po’ di condizione fisica?
«Due settimane per preparare l’impegno di Cittadella con il morale alto non sono una cosa da poco. Dispiace per Varnier che ha finito la stagione perché è un ragazzo molto forte che già seguivo a Cittadella ed è stato davvero sfortunato. Per il resto non ci sono infortuni particolari e non c’è bisogno di forzare troppo qualche recupero».
Il Pisa deve pensare solo alla salvezza o può ambire a qualcosa in più?
«La priorità deve restare quella di fare un campionato di consolidamento in B, come la società ha sempre dichiarato fin dall’estate. Va detto che comunque è un campionato non di altissimo livello e la zona playoff è distante solo due punti».
Servirà qualcosa dal mercato di gennaio?
«Tutto è migliorabile. Secondo me sarà decisivo il rendimento da qui a fine anno. La società, che ha speso molto negli ultimi anni, potrebbe puntare su giocatori in grado di fare la differenza con una classifica importante. In ogni caso sono convinto che a livello numerico sarà fatto qualcosa».
Quali sono i giocatori nerazzurri che l’hanno impressionata maggiormente?
«Facile dire Marconi, quando segni 8 gol sei fuori classifica. Io dico Masucci, uno che vorrei sempre avere nella mia squadra e mai contro, e Gori perché è un portiere forte da tenere d’occhio in prospettiva. Per la sua età è quello che può ambire maggiormente ad una carriera di alto livello».
In molti si aspettano qualcosa in più da Gucher: un suo giudizio sul centrocampista?
«Quando c’è tanta attesa vuol dire che il giocatore ha grandi qualità. Gucher è forte e nel complesso sta facendo bene».
E D’Angelo, secondo lei, come si sta comportando?
«I numeri parlano per lui. Lo scorso anno è stato bravo a gestire i momenti di difficoltà, ma anche la proprietà è stata brava a dargli fiducia. A fine stagione il Pisa correva tre volte più degli avversari. Per lui la B è un campionato nuovo e lo ha approcciato nel modo giusto con il gruppo della passata stagione».
La squadra che l’ha impressionata maggiormente?
«Senza dubbio il Crotone. Non solo per la grande partita giocata all’Arena. Hanno idee chiare e grande qualità in tutti i reparti, oltre ad una panchina lunga. Sono stati bravi a scovare Messias dal Gozzano, un giocatore rimasto troppo tempo nelle categorie minori».—
Andrea Chiavacci
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