Lutto
Un modulo 4-3-1-2 iperoffensivo mantenuto dall’inizio alla fine
PISA. Bastano sette note per comporre ogni possibile canzone. A mister Luca D’Angelo sono sufficienti due moduli (3-5-2 o 4-3-1-2) per ridisegnare completamente le caratteristiche della sua squadra, aumentando o diminuendo il tasso offensivo in base a come vuole interpretare la partita.
La base iniziale, per la quarta gara consecutiva in questo campionato è il 4-3-1-2, mantenuto dall’inizio alla fine contro lo Spezia, a differenza delle precedenti gare con la Salernitana e a Pescara, partite nelle quali invece il Pisa in cui è passato al 3-5-2, finendo per incassare complessivamente 3 reti senza segnarne alcuna.
Al cospetto degli aquilotti il rombo centrale è stato concepito a vocazione nettamente offensiva.
Prima volta di Masucci dal 1’ sulla trequarti, di solito terreno di conquista per l’attaccante campano. Solitamente un trequartista viene schierato da mezzala sinistra, stavolta invece l’elemento più offensivo del trio mediano (Siega) è stato spostato sul centrodestra, dove di solito opera Verna (out per un problemino muscolare).
A garantire l’equilibrio della struttura la presenza di De Vitis davanti alla difesa e di Marin sul centrosinistra.
Grande rischio accettato in difesa, dove Lisi è stato confermato terzino sinistro, nella zona del temibile Antonino Ragusa. Un azzardo pericoloso, perché l’esterno spezzino ha colpito più volte (oltre i due gol realizzati), mentre Lisi raramente ha mandato in crisi la fase difensiva ligure.
Sorprendente anche l’utilizzo di Ingrosso come terzino destro, bloccato quasi come un terzo centrale e con il medesimo dinamismo.
Mantenuto il 4-3-1-2 anche dopo i cambi: Gucher ha sostituito Fabbro collocandosi sulla trequarti al posto di Masucci, avanzato in attacco e poi rimpiazzato da Moscardelli, mentre Pinato è stato inserito al posto di Siega che intanto si era spostato sul centrosinistra, causando il trasferimento di Marin da interno destro.
A parità di formula D’Angelo riesce a fare tutto e il contrario di tutto.
Il mister nerazzurro aveva sorpreso anche all’esordio contro il Benevento, quando posizionò De Vitis sulla trequarti davanti al trio Marin-Gucher-Verna.
In fase difensiva De Vitis arretrava accanto a Gucher, causando l’allargamento di Marin e Verna sulle fasce, in una sorta di 4-4-2, a specchio con quello dei sanniti di Pippo Inzaghi.
Partendo con il 4-3-1-2, i nerazzurri hanno ottenuto la seconda vittoria interna consecutiva, ne hanno sfiorato un’altra con il Benevento (sbagliando un rigore a tempo scaduto, ma con il 3-5-2) ed erano passati in vantaggio anche nella partita contro l’Empoli (persa al fotofinish). —
Massimo Berutto
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google