Gioco
Nerazzurri, un derby per ripartire il 3-2 con lo Spezia può dare la svolta
Scongiurato il rischio di farsi risucchiare in zona playout. Gli infortunati: Verna e Belli ok, Meroni a rischio stop
. «Lo Spezia si butta dalla Torre. Avanti a tre minuti dalla fine si fa ribaltare dal Pisa». Così i nostri colleghi del Secolo XIX ieri titolavano la prima pagina sportiva sul derby. Il catenaccio, ovvero il breve commento che completa la titolazione: «Incredibile sconfitta delle Aquile all’Arena Garibaldi dopo una ripresa dominata. Decisivi gli errori di uno sciagurato Gyasi, della difesa e le sviste del portiere». Sono le due facce di una partita vissuta con eccezionale intensità. Lo sconforto da una parte, la gioia dall’altra, stavolta la nostra. Ripensando alle sconfitte con Empoli e Livorno, la vittoria finale è importantissima per la classifica e non solo: qualcosa del genere successe il 10 febbraio scorso, quando dopo un periodo in cui tutto, ma proprio tutto, girava storto, il Pisa battè la Pistoiese in rimonta grazie anche a un rigore fallito dall’arancione Momentè in pieno recupero. E già che siamo in tema di ricordi, tornando agli aquilotti, la mente vola al 23 novembre 1997: Pisa– Spezia 0-0, al 90’rigore per i liguri. Dagli 11 metri Eritreo batteva Schiaffino (il titolare Infanti era stato sostituito nel finale del primo tempo dopo essere stato travolto da Zaniolo) sotto la curva Nord e correva verso i suoi tifosi dall’altra parte dell’Arena, ma il penalty andava ripetuto perché troppi spezzini erano entrati in area. Dal dischetto batteva di nuovo Eritreo, ormai emotivamente scarico, e Schiaffino parava.
Ora, la vittoria con lo Spezia non ha guarito il Pisa da tutti i suoi problemi: anche con gli aquilotti, De Vitis e compagni per una buona mezz’ora nella ripresa si sono fatti mettere sotto sul piano della manovra rischiando il tracollo, e ormai da diverse partite ci sono periodi più o meno lunghi nei quali tutta la squadra va in affanno.
Ma ha regalato alla città un giorno di gioia e alla squadra una rinnovata fiducia in se stessa, perché ribaltare un risultato avverso nel finale è segno in ogni caso di un grandissimo carattere. Assolutamente necessario nella lotta per la salvezza.
Da domani, quando riprenderanno gli allenamenti, D’Angelo e Taddei torneranno a lavorare anche su questi aspetti, ovviamente con il buon umore e la serenità che danno i due ultimi risultati all’Arena: le prossime 5 gare sono tutte contro avversari più o meno dello stesso livello del Pisa, non contro corazzate. Di certo la sosta (si riprenderà sabato 23 a Cittadella, ore 15) servirà a riprendere energie dopo un doppio tour de force con tante partite ravvicinate, e a recuperare gli infortunati Belli e Verna, anche se il ko di Meroni per problemi muscolari sembra più serio. A Cittadella mancherà Marconi per squalifica, ma questo regalerà a Moscardelli o ad Asencio la possibilità di giocare da titolare e immagazzinare... minuti e fiducia.
Intanto la famiglia Anconetani ha ringraziato i gruppi della curva Nord e si è complimentata per la magnifica coreografia in onore di Romeo: «Magari “qualcuno” da Lassù ci ha dato una spinta su quei due colpi di testa nel finale». –
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