Gioco
Pisa, c’è una settimana per ritrovarsi sabato all’Arena arriva il “nemico” Spezia
Dopo il pesante ko di Pescara tutta la squadra è sotto esame: la zona playout adesso dista solamente un punto
PISA. I nerazzurri tornano oggi al lavoro a San Piero, per preparare una sfida di importanza capitale. Pisa-Spezia (sabato ore 15) non è solo uno scontro fra i più sentiti in assoluto per la tifoseria nerazzurra (in pratica è l’unico “derby extraregionale” d’Italia ovviamente a parte la classicissima Inter-Juventus), ma per come si è messa la classifica è anche decisivo per non entrare nella zona playout che ora è distante un solo punto.
Contro i liguri, D’Angelo non avrà sicuramente a disposizione Belli, uscito nel finale del primo tempo a Pescara per un problema muscolare (tornerà presumibilmente il 23 contro il Cittadella, dopo la sosta prevista fra dodici giorni) ma recupererà il totem De Vitis, che all’Adriatico non è stato rischiato ma avrebbe forse giocato uno spezzone di gara, se il discorso non fosse stato abbondantemente chiuso già a metà della ripresa. In questo momento De Vitis è imprescindibile, sia che venga schierato in difesa sia che venga avanzato a centrocampo: senza di lui si soffre eccome. Ancora fuori Asencio, alle prese con gli antibiotici per un’infezione che lo ha molto tormentato in questo primo scorcio di stagione.
Indipendentemente dalle scelte degli uomini, in questi giorni ci sarà molto da discutere, nello spogliatoio, del rendimento globale della squadra. Salvo che qualcuno si sia fatto un film molto distante dalla realtà, i valori tecnici dicono in modo chiaro che l’obiettivo del Pisa è quello di lasciarsi alle spalle almeno cinque squadre per evitare i playout. E per raggiungerlo bisognerà giocare ogni gara al 100% delle proprie possibilità.
Il calendario ora può dare una mano, visto che con il Pescara si sono quasi esaurite le big da affrontare nel girone d’andata, ma a questa mano il Pisa si deve afferrare con tutte le sue forze, sennò saranno guai. In C, anche senza brillare, bastavano uno-due lampi per mettere un crisi gli avversari, in B non è affatto così.
Il record delle vittorie esterne (12 sul campo e una a tavolino), prolungato momentaneamente nella prima trasferta cadetta a Castellammare di Stabia, è solo un ricordo per un Pisa che prima ha smarrito la vena realizzativa (0 reti negli ultimi 3 viaggi lontano dall’Arena Garibaldi) e ora si è sfaldato anche in fase difensiva, portando alle estreme conseguenze alcune incertezze già palesate nelle precedenti partite. Completamente persa, nel passaggio dalla vecchia alla nuova categoria, la capacità di ribaltare le situazioni negative, tranne le due vane rimonte nel match interno con l’Empoli. Il livello delle avversarie infatti si è innalzato: il Pescara è una signora squadra, che forse non meritava di avere gli stessi punti dei nerazzurri. Come in occasione delle precedenti battute d’arresto in trasferta, una topica ha spianato la strada agli avversari. Ingrosso ha dimenticato Borrelli libero di incornare a rete, un po’ come aveva fatto Varnier nei confronti del bomber Iemmello a Perugia. Nel derby i nerazzurri si sono fatti gol da soli, cadendo sotto il fuoco amico di Benedetti (fra i migliori nelle successive partite).
A Pescara però il Pisa è andato oltre, concedendo facilmente un rigore, altre due reti ed una traversa. Concentrazione, determinazione e condizione atletica sicuramente sono parametri che incidono sulle fortune o sui crolli di una squadra, ma non può essere dimenticato l’aspetto tattico, perché per due volte consecutive (già in casa contro la Salernitana) il passaggio al 3-5-2 non è stato digerito a dovere, pregiudicando la compattezza dello schieramento, perforato per altre due volte in Abruzzo dopo che con la retroguardia a 4 lo Sporting Club aveva tremato e preso gol solo sugli sviluppi di palle inattive.
Nel digiuno esterno dell’attacco notiamo un piccolo paradosso: le punte non segnano, eppure le loro prestazioni sono tutt’altro che disprezzabili. Marconi non realizza da 6 partite, ma lavora sempre in modo proficuo per i compagni e si costruisce in ogni incontro più di un’opportunità da rete. Nelle prime gare (e nelle ultime della scorsa stagione) trasformava in oro tutto ciò che toccava, mentre adesso non trova più la via della rete anche se le sue conclusioni sono pronte e generalmente abbastanza precise e potenti. Fabbro è la grande sorpresa delle ultime giornate, con una grande vivacità, sebbene non ancora concretizzata adeguatamente sotto porta. Masucci ha adesso un ottimo alter ego, più abile nel gioco in profondità, anche se meno portato al dialogo sulla trequarti rispetto al veterano campano. Passo indietro per il trequartista Siega, che aveva convinto contro la Salernitana mentre a Pescara ha pagato qualcosa a livello atletico.
Tifosi. Un successone l’iniziativa benefica “Giocando per Jo” alla Leopolda: per l’evento del primo novembre organizzato dal Kinzika Group e dai Supporter sono stati raccolti 1.600 euro. –
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Massimo Berutto
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