Il Tirreno

Pisa

Grande cuore dei granata, Arezzo ko e il sogno del Pontedera continua

Tommaso Silvi
Grande cuore dei granata, Arezzo ko e il sogno del Pontedera continua

Decisiva la delizia di De Cenco nel finale sotto un violento temporale. La squadra di Maraia è sola al secondo posto

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Secondo posto solitario in classifica. La marcia del Pontedera continua con un altro successo casalingo. A cadere stavolta è l’Arezzo, che lotta fino all’ultimo prima di cedere sotto il furore agonistico dei granata. Il 2-1 finale è fatto di cuore e orgoglio, in una domenica in cui le cose potevano mettersi male.

Maraia dà fiducia a Benassai e lo piazza in retroguardia - insieme a Risaliti e Ropolo - nonostante il rientro dalla squalifica di Cigagna. In mediana c’è Serena, preferito a Calcagni, con Caponi perno di centrocampo e Barba sul centro sinistra. Corsie esterne affidate a Pavan e Mannini. Quello dell’Arezzo, come da previsione, è un 4-4-2 a trazione nettamente anteriore. Belloni a destra, Caso a seminare il panico a sinistra.

Dopo due minuti l’ex Cuneo galoppa e arriva davanti a Mazzini, che intercetta il suo tiro rifugiandosi in corner. Sul Mannucci si abbatte una pioggia apocalittica. Il gioco ne risente e si riempie di errori, da entrambe le parti. Il Pontedera si fa vedere al 7’ con Semprini, che lavora un buon pallone sul settore sinistro d’attacco e spara in diagonale trovando la risposta di Pissardo. Tanta lotta, poche occasioni. Il momentaneo vantaggio dei granata arriva su calcio piazzato: batte Caponi, Serena “spizza” di testa e manda fuori gioco Pissardo. La botta di Gori dalla distanza è un avvertimento e parla chiaro: l’Arezzo c’è. E gli amaranto pareggiano al 38’ proprio con Gori, che gira in gol di testa un traversone dalla destra.

Prima del rientro negli spogliatoi gli uomini di Di Donato rimangono in dieci. Il rosso se lo prende Pissardo, che scivola su un retropassaggio e poi tocca con la mano fuori dall’area il tentativo verso la porta di Semprini. Esce Belloni per il secondo portiere Daga.

L’Arezzo di inizio secondo tempo è meno indemoniato e più attento. La banda di Maraia capisce che è il momento di spingere. Esce Caponi - ammonito - ed entra Calcagni, che mette subito la sua dinamicità a disposizione della squadra. L’Arezzo non molla e al 24’ va vicino al vantaggio grazie a Mazzini, che pasticcia sulla conclusione dalla distanza di Cutolo e si salva sul tap-in amaranto con la collaborazione della difesa. Maraia rivoluziona il centrocampo scegliendo la corsa e la grinta di Bernardini. Entra anche Cigagna per Benassai. Cambia anche Di Donato: dentro Rolando e Cheddira, rispettivamente per Caso e Gori.

Il Pontedera schiaccia l’Arezzo, che però è sempre pericoloso in ripartenza. Il predominio granata si concretizza al 42’: calcio d’angolo dalla sinistra di Calcagni e delizia al volo in acrobazia di De Cenco, che infila Daga all’incrocio dei pali. I minuti finali sono un’agonia per il Mannucci. L’ultimo sussulto dell’Arezzo al 49’ viene spento da un intervento miracoloso di Mazzini in uscita bassa. Poi il triplice fischio e la gioia del popolo del Pontedera. E il sogno granata può continuare. —

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