Il Tirreno

Pisa

D’Angelo come Noè sotto il diluvio e un grande Pisa batte Ventura

Antonio Scuglia

Di Quinzio e Fabbro colpiscono nei primi 13 minuti, la corazzata Salernitana accorcia solo nel finale di gara

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. All’Arena si è giocata gran parte della gara sotto il diluvio, ma D’Angelo, rigorosamente senza cappellino, sembrava Russell Crowe che impersonava Noè nel celebre film omonimo: la sua arca ha messo in salvo il Pisa che rischiava di naufragare dopo la sconfitta di Livorno, e ora si ritrova più vicini alla zona playoff che a quella playout.

Contro la forte e ambiziosa Salernitana di Ventura, che vincendo avrebbe agganciato il primo posto, il Pisa (4-3-1-2 all’inizio, 3-5-2 nel finale quando gli avversari, partiti col 3-5-2, si sono buttati tutti in avanti) ha cambiato metà della squadra titolare rispetto al derby, che aveva portato via molte energie fisiche e mentali. Ma fra i titolari ha riproposto Benedetti, sfortunato autore dell’autorete del Picchi, e il difensore ha ripagato la fiducia con una gran bella prestazione.

A leggere le formazioni veniva un po’ di paura: la Salernitana è una multinazionale che schierava sette stranieri nella formazione titolare, più due entrati nella ripresa, contro un Pisa autarchico e operaio che nei primi 45 minuti era tutto made in Italy per fare rifiatare Gucher (al suo posto in cabina di regìa c’era De Vitis) e Aya. Nella ripresa, entrambi poi sono entrati, così come il terzo straniero Marin (Asencio invece non era neanche in panchina).

Ma senza alcun timore reverenziale, l’avvio dei nerazzurri è stato semplicemente schiacciante e dopo 13 minuti il risultato era già in frigo.

Al 6’ ecco il primo squillo: Siega, che per tutta la gara ha fatto sì il trequartista ma ha anche imbavagliato Di Tacchio per non consentirgli di far partite agevolmente la manovra granata, si prendeva una punizione dai venti metri sul centrodestra proprio grazie a un fallo dell’ex nerazzurro; Di Quinzio di destro disegnava una traiettoria potente e precisa sul primo palo, che scavalcava la barriera e non lasciava scampo a Micai, poco sotto la traversa.

L’Arena esplodeva di gioia: «Alzati e combatti la Nord è qui con te» recitava lo striscione della curva, e la squadra ha ripagato l’affetto dei tifosi. La Salernitana barcollava, e al 13’ andava di nuovo al tappeto: Lisi intercettava un pallone filtrante degli avversari, si involava con una percussione centrale di 50 metri e alla fine serviva Fabbro vicino al vertice sinistro dell’area avversaria: l’attaccante fintava su Karo, si portava la palla sul destro e infilava Micai sul secondo palo con un tiro a giro.

La reazione campana era tardiva, a parte un pericoloso contropiede di Jallow al 36’ con tiro finale respinto a terra da Gori, ma a 11’ dalla fine i granata rientravano in partita: dopo un errore galattico di Fabbro che si fiondava sul un retropassaggio di Karo ma tirava in bocca al portiere, sul capovolgimento di fronte una mischia su fallo laterale (e col pallone rimesso al centro da Djuric probabilmente dopo aver oltrepassato la linea di fondo), Jallow accorciava e regalava un finale da brividi, compresa una protesta al 48’ per una possibile trattenuta in area, ma il risultato non cambiava più.

E così sabato a Pescara si potrà andare con la testa più leggera. Sarà una gara non semplice, ma il Pisa se la potrà giocare a viso aperto. Fra gli avversari, ieri sconfitti in rimonta a Castellammare, mancherà Matteo Ciofani che è stato espulso. —

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