Il Tirreno

Pisa

il personaggio 

«Se vogliamo possiamo» Il gran ritorno dell’ex Ct

Massimo Berutto

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PISA. Quanto è cambiato Gianpiero Ventura da quel 19 aprile 2009, giorno dell’esonero dalla panchina nerazzurra ed inizio della fine per il Pisa Calcio del presidente Pomponi? Certamente se l’è passata meglio del team rossocrociato, se finora non l’aveva mai incrociato in gare di campionato. Dopo la permanenza sotto la Torre, un’esperienza quasi in fotocopia a Bari: primo anno da sogno (con record assoluto di punti per i pugliesi in un campionato di A) e secondo torneo concluso anticipatamente con il licenziamento. A Torino ha rinnovato il sodalizio con il diesse Gianluca Petrachi, vincendo il campionato di B (2011-12) e giungendo fino all’Europa League.

Nel 2016 l’approdo alla Nazionale, passando alla storia, ma stavolta in negativo, per la mancata qualificazione agli campionati mondiali in Russia. Nella scorsa stagione la breve permanenza al Chievo, terminata con le dimissioni dopo quattro incontri.

Salendo sul massimo palcoscenico, davanti ad un’infinità di microfoni e di telecamere, i suoi modi di dire, già noti al pubblico pisano, fatalmente hanno fatto maggiore scalpore. A Bari è stato ribattezzato “mister libidine”, avendo dichiarato, esattamente come nella conferenza di presentazione a Pisa, di allenare non per soldi, ma per libidine. «Se vogliamo possiamo», «possiamo ritagliarci uno spazio» sono solo due delle espressioni che abbiamo riascoltato negli anni nel corso delle interviste rilasciate ai media nazionali. —

Massimo Berutto

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