Gioco
Un’inquietante doppia analogia con il derby di gennaio ad Arezzo
PIsa. Il gioco è tornato, i risultati ancora no. Sebbene il barometro non sia d’accordo, il Pisa, per certi versi, sembra nella stessa situazione dello scorso gennaio. Anche allora una pausa di campionato (lunga, però) aveva ricaricato la squadra, restituendo una compagine con una mentalità diversa. Dopo i progressi mostrati contro la corazzata Crotone, a Livorno il Pisa ha perso senza demeritare, tenendo in mano il pallino del gioco e trovando buone soluzioni almeno fino all’ingresso in area di rigore.
Curiosamente anche a gennaio Gucher e soci ripartirono dopo le vacanze collezionando un pareggio interno (con il Siena) e perdendo ingiustamente in un derby toscano con una formazione amaranto (allora l’Arezzo), sempre a causa di un errore di Benedetti, lì sotto forma di fallo da rigore. Anche in quel caso Birindelli venne espulso, ma senza conseguenze, oltre il 90’. Da quel momento iniziò una lunga striscia di risultati che condusse alla promozione in B , propagandosi fino alle prime 4 gare del campionato in corso.
Dopo le poco convincenti prove offerte a Venezia e soprattutto a Perugia, gli uomini di D’Angelo sono tornati a fare la partita, anche se devono imparare a capitalizzare questo dominio. È significativo il passaggio dal 24% di possesso palla nella gara con il Crotone al 67.2% nel derby di Livorno. Si potrebbe obiettare che il valore del team calabrese non è paragonabile a quello degli uomini di Spinelli, che erano ultimi in classifica. Allora prendiamo come termine di confronto il Venezia, uno degli ultimi avversari prima della pausa: all’Ardenza il Pisa ha quasi raddoppiato il 37.7% totalizzato al Penzo. Lo Sporting Club ha pagato ancora caro gli errori, dall’autorete di Benedetti alle palle-gol fallite, soprattutto da Masucci. In B non si può sbagliare così tanto.
A fare il resto è stata l’ermetica fase difensiva del Livorno, che nella ripresa ha ridotto al minimo i rischi. Un vero e proprio catenaccio, fatto a regola d’arte. Ben diverso da quello tentato invano dal Pisa a Perugia. L’apparente impotenza del Pisa ha dato la stura allo scetticismo sulla qualità della rosa nerazzurra, facendo partire emotivamente il countdown del mercato di riparazione invernale.
Sia ben chiaro che alcuni rinforzi saranno necessari, anche perché sicuramente le rivali a loro volta cercheranno di migliorare gli organici. Ricordiamoci però che anche il 4-2-4 di Ventura, con Cerci, Kutuzov e Castillo, trovava un antidoto in una blindata difesa a 5, adeguatamente protetta dal centrocampo. Forse solo la superiorità numerica avrebbe potuto aprire un simile schieramento, ma è durata troppo poco. Il Pisa deve velocizzare ulteriormente la manovra, come in parte è accaduto dopo l’ingresso di Di Quinzio e Moscardelli. Una buona mano finalmente inizia ad arrivare dai nuovi acquisti: dopo Aya e Belli (rimasto in panchina senza colpe), anche Siega ha dimostrato di avere assimilato i meccanismi di gioco. Solo dopo dover tratto il massimo da ogni componente dell’attuale rosa, il Pisa potrà capire dove intervenire a gennaio. —
Massimo Berutto
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