Il Tirreno

Pisa

un ex forse in campo 

Cerci avversario nello stadio che lo ha lanciato tra i big

M.B.

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PISA. Caro Alessio, non ti svegliare proprio a Pisa. Alessio Cerci tornerà all’Arena Garibaldi a fianco del suo maestro Gianpiero Ventura, nella città che ha proiettato in orbita nel 2007-08 il talento di Valmontone sotto la guida del tecnico genovese, che poi ne ha rifinito la maturazione a Torino (2012-14) e che quest’anno sta cercando di rilanciarlo nuovamente a Salerno, a 32 anni dopo stagioni poco felici. Finora in casacca granata (in serie B, che non frequentava dai tempi di Pisa) circa un’ora di gioco senza gol spalmata in 4 miseri spezzoni. Se Cerci si sbloccherà proprio nello stadio cointitolato ad Anconetani, dovrà eleggere definitivamente la nostra città, ancor più di Roma, come luogo del cuore.

Le grandi annate di Cerci sono tutte legate a Ventura e al diesse Gianluca Petrachi, dirigente che più di tutti ha creduto nelle sue potenzialità. In nerazzurro 10 reti in poco più di metà stagione (2007-08) prima del doppio infortunio in sequenza, a Brescia e a Lecce. L’esplosione da esterno mancino trasferito a destra nel 4-2-4.

Poca fortuna nelle successive esperienze all’Atalanta, di ritorno a Roma e alla Fiorentina. Nel Toro di Ventura due stagioni sfavillanti e la conquista della Nazionale, come seconda punta in un 3-5-2. Lontano dalla Mole e da Ventura di nuovo buio pesto per Cerci, in prestito fra l’Atletico di Simeone, il Milan e il Genoa, prima di approdare al Verona (poi retrocesso) ed emigrare in Turchia (all’Ankaragücü), finendo presto fuori squadra e senza stipendio. Ventura lo ha definito «uno Swarovski che brilla solo quando lo lucidi». —

M.B.

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