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Difesa in affanno? Soltanto con “rossi” e infortuni

Massimo Berutto
Difesa in affanno? Soltanto con “rossi” e infortuni

Pesano in particolare i finali di gara in cui bisogna rinunciare a De Vitis Con 3 cambi, le improvvise defezioni portano a emergenze difficili da gestire 

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PISA. Non c’è mai pace per la difesa nerazzurra. Spesso si sottolineano le sofferenze finali della retroguardia, racchiusa nella propria area a respingere gli attacchi avversari nelle fasi conclusive degli incontri.

Non è solo una questione tattica o atletica: è un dato di fatto che spesso il pacchetto arretrato si sia trovato ad affrontare improvvise defezioni, costringendo D’Angelo a soluzioni di emergenza, che hanno contribuito a ridurre le certezze, inducendo anche inconsapevolmente i calciatori ad un arretramento del baricentro.

Soprattutto in queste condizioni le 9 reti incassate in 8 incontri non costituiscono un bilancio fallimentare, essendo il nono passivo del torneo, a fianco dell’Ascoli. Finché De Vitis è rimasto in campo, il Pisa, soprattutto nel primo tempo, ha tenuto alta la difesa, allontanando le insidie del Crotone, salvo il rocambolesco batti e ribatti immediatamente successivo all’1-0, realizzato dallo stesso figlio d’arte (abile in entrambe le aree di rigore). Il sostituto Ingrosso non ha demeritato, ma l’intero reparto, senza il suo leader, dopo 5 minuti ha subìto il pareggio e si è abbassato a presidio della porta.

Solo nella gara inaugurale con il Benevento D’Angelo non è stato costretto ad intervenire sul reparto stopper e forse non a caso è stata forse l’unica sfida conclusa in attacco, con il rigore fallito da Marconi.

Dover spendere uno o più cambi in difesa, avendone a disposizione soltanto 3 e non più 5 come in serie C, è un altro fattore che ha ridotto le capacità offensive del Pisa nei minuti finali.

I tormenti del pacchetto arretrato sono iniziati a Castellammare di Stabia, con la prima espulsione stagionale di Benedetti ad un quarto d’ora dal 90’, anche se poi la rete di Gori è rimasta inviolata.

Contro la Cremonese, in un reparto già privo di Benedetti (rimpiazzato da Meroni), la prima uscita anzitempo di De Vitis, sostituito da Varnier subito dopo l’interruzione dell’imbattibilità del portiere nerazzurro, ad opera del grigiorosso Mogos. Nel finale l’ulteriore abbandono di Meroni in favore di Birindelli, comunque senza ulteriori centri al passivo.

De Vitis out anche a Verona davanti al Chievo, che però già aveva recuperato due reti.

Ingrosso, al rientro da un lungo infortunio, si è dovuto calare nella parte a tempo di record, per arginare i tentativi scaligeri di realizzare il sorpasso. Contro l’Empoli lo stopper salentino, inserito per scelta tecnica, è costretto stoicamente a rimanere in campo con una spalla ko, a cambi esauriti.

A Venezia la seconda espulsione di Benedetti ha complicato i piani di D’Angelo, che nel finale ha rinunciato a Masucci per lasciare spazio a Meroni. Pisa in 10 anche a Perugia, da quando il ginocchio di Varnier è andato in tilt, compromettendo gli estremi intenti di rimonta. —

Massimo Berutto

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