Sicurezza
«Contro il Crotone il calore dell’Arena farà la differenza»
Quaranta, doppio ex e ora all’Inter Academy, ricorda la stagione trascorsa a Pisa «Che rammarico la mancata B, sarei rimasto anche firmando in bianco»
PISA. Un solo anno, ma molto intenso, in maglia nerazzurra. Per Raffaele Quaranta, oggi allenatore dell’Inter Academy a Bratislava, qualche rimpianto per i vari infortuni ed una B sfumata, ma un rapporto ancora vivo con la tifoseria nerazzurra e con i compagni di quella stagione 1999-2000. Quaranta arrivò al Pisa dal Crotone, avversario domenica prossima dei nerazzurri.
Quaranta, partiamo proprio dall’attualità: che partita sarà quella dell’Arena?
«Decisamente una partita di cartello. Il Crotone è una squadra forte e ha alle spalle una società solida e che punta in alto dopo questo ottimo avvio. Il Pisa però ha il vantaggio non da poco di giocare in casa. La squadra ha mantenuto l’ossatura della passata stagione e c’è grande entusiasmo».
La sosta può aver fatto bene più al Pisa?
«La squadra è partita forte anche quest’anno, ma nelle ultime quattro partite c’è stato un leggero calo nella ripresa. La squadra però ha dimostrato di sapersela giocare a viso aperto con tutti e sono sicuro che darà fastidio al Crotone».
Che allenatori sono Stroppa e D’Angelo?
«Entrambi stanno dando continuità ai loro progetti. D’Angelo ha guidato anche un’altra squadra a cui sono molto legato, la Fidelis Andria, e già lì aveva fatto molto bene».
Chi può fare la differenza?
«Dico Michele Marconi. Non realizzi 7 gol in poche partite per puro caso».
Un pronostico?
«L’Arena può fare la differenza. A me dava una grande carica e credo sia così anche per chi andrà in campo domenica. Dico 1, ma ci sarà equilibrio».
Si ricorda quel passaggio nell’estate del 1999 dalla Calabria alla Toscana?
«A Crotone avevamo fatto un ottimo campionato da neopromossi in C1 e c’erano le condizioni per restare. Poi si fece avanti il Pisa con mister Francesco D’Arrigo che mi conosceva da avversario quando giocavo a Casarano. Non potevo dire no ad una piazza come Pisa, anche perché avevo sempre giocato al sud ed a 33 anni cercavo anche un’esperienza nuova».
Che anno è stato quello in maglia nerazzurra?
«Al di là della mancata promozione in B, è stata una stagione fantastica. Giocata ad alto livello senza mai risparmiarsi ed indossando la fascia di capitano del Pisa. Per me, purtroppo, è stata anche una stagione sfortunata a livello di infortuni».
Cosa è successo?
«Mi ruppi lo zigomo con la Carrarese e poi l’infortunio al ginocchio nella finale di Coppa Italia vinta 3-0 con l’Avellino all’Arena. Potevo fare subito l’intervento chirurgico, ma ho stretto i denti e sono tornato in campo nella semifinale d’andata a Brescello. Sono dovuto uscire quasi subito e lì è finita la mia storia con il Pisa».
Non voleva andare via, giusto?
«Mi aspettavo la riconferma, anche perché ho dato tutto ed i tifosi lo sanno. Sarei rimasto anche firmando un contratto in bianco. Purtroppo sono state fatte altre scelte e non posso negare di esserci rimasto male».
Il ricordo più bello?
«Il gol del 2-0 a Como in una partita molto sentita dalla nostra tifoseria. Giocammo con il lutto al braccio per ricordare il presidentissimo Romeo Anconetani, morto pochi giorni prima. Quel successo lo dedicammo a lui».
Anche tanti derby intensi con il Livorno...
«La sconfitta per 2-1 all’andata mi brucia ancora. Creammo 15 palle gol e sbagliammo anche un rigore. Però a Livorno portammo a casa un buon 1-1 e alla fine siamo arrivati 10 punti davanti a loro che avevano grandi ambizioni, mentre noi eravamo una neopromossa. Proprio come il Pisa di oggi».
Sente ancora i compagni dell’epoca?
«Sì, spesso mi sono incontrato con Paolo Andreotti, ma sento un po’ tutti. Eravamo un grande gruppo».
Ci racconta la sua nuova esperienza professionale?
«Mi trovo a Bratislava da tre mesi e ormai sto imparando anche lo slovacco. Da oltre tre anni sono in giro per il mondo con l’Inter Academy. Prima dell’avventura in Slovacchia sono stato in Cina e in Arabia Saudita».
Cos’è in concreto l’Inter Academy?
«Rispetto all’Inter Campus, che era più concentrato sul sociale, Inter Academy è un progetto tecnico molto interessante ed ambizioso voluto dalla società per cercare di far crescere i giovani talenti in giro per il mondo e anche gli istruttori locali attraverso corsi per allenatori».
Nostalgia del calcio italiano?
«Ho il patentino per allenare in Lega Pro e fare il vice in A e B, ma sinceramente ho preferito fare questa scelta. Sto imparando tanto da questa avventura, poi non si sa mai». —
Andrea Chiavacci
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