Il Tirreno

Pisa

Pisa, bilancio positivo, ma c’è da migliorare

Andrea Chiavacci

Entusiasmo e capacità di creare occasioni. Pochi benefici, però, rispetto alla passata stagione dalle sostituzioni

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PISA. Nel complesso il bilancio di queste prime sette partite in B non è da buttare per il Pisa di D’Angelo. Nove punti per una neopromossa sono un risultato in linea con le ambizioni della società che punta a consolidare la categoria. Vediamo però quali sono gli aspetti positivi e quelli da migliorare da parte dei nerazzurri e di un tecnico che è alla prima esperienza assoluta in B.

ENTUSIASMO

Pur lavorando prevalentemente su due moduli di gioco ( 3-5-2 e 4-3-1-2) , come nella passata stagione, la squadra ha precise idee di gioco e ci mette sempre molto entusiasmo quando scende in campo. Il gioco è propositivo e in sette partite la squadra ha creato un buon numero di occasioni, esaltando le doti di un quasi esordiente in B come Marconi, capocannoniere della B con Iemmello a quota sette reti, e realizzando nel complesso 11 gol con 5 marcatori diversi. Tra i nuovi acquisti buono l’impatto del difensore Aya, esordiente a 29 anni in B, e dell’esterno destro Belli, autore di due assist decisivi in casa del Chievo Verona, mentre gli altri vanno rivisti.

Oltre a Marconi i migliori in assoluto sono stati il portiere Gori, decisivo in diverse occasioni, Masucci, sempre costante nel rendimento, e Lisi, a tratti imprendibile, nonostante la serata storta di Perugia quando D’Angelo lo ha spostato a destra per contrastare Di Chiara.

GESTIRE le SITUAZIONI

In molti si domandano se il Pisa ha perso qualche punto nella ripresa a causa di un calo atletico. D’Angelo giura di no, e probabilmente ha ragione lui. Va detto però che la squadra è mancata un po’ nella gestione del risultato peccando forse di un pizzico di inesperienza (si vedano Chievo Verona ed Empoli). A Venezia poi il vantaggio è durato troppo poco, con l’autogol di Pinato.

Da rivedere anche la gestione delle sostituzioni. D’Angelo è stato eccezionale nella passata stagione dove è riuscito a incidere clamorosamente con i subentrati. Finora dalla panchina non solo non sono arrivati i gol, ma neppure un cambio di passo adeguato per poter mutare il volto della partita. Nelle ultime partite D’Angelo ha cambiato molti elementi nell’undici iniziale e ha fatto qualche esperimento di troppo come mettere Di Quinzio esterno sinistro in un centrocampo a 5 , oppure Gucher mezzala e per qualche minuto trequartista. E’ presto però per dire se mischiare le carte sia per forza la via sbagliata. Lo scorso anno lo spostamento in difesa di De Vitis e Lisi impiegato a tutta fascia sulla sinistra lasciarono molte perplessità, ma alla fine si rivelarono due armi vincenti. —

Andrea Chiavacci

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