Il Tirreno

Pisa

il personaggio 

Francesco Lisi è l’uomo-chiave sulle due fasce fa la differenza

Massimo Berutto

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PISA. È Francesco Lisi, più ancora del bomber Marconi, l’uomo chiave del Pisa di inizio stagione.

Un elemento al quale finora D’Angelo ha rinunciato solo per cause di forza maggiore, a Verona, dove il velocista ha improvvisamente inchiodato, alzando bandiera bianca per infortunio.

La valorizzazione delle sue doti ha orientato le scelte tattiche fin dall’estate, anche a costo di mettere quasi sempre da parte l’utilizzo di un rifinitore.

Nel primo tempo di Perugia l’esterno romano è stato dirottato sulla fascia destra, nel tentativo di tenere impegnato l’avversario Di Chiara anche in fase difensiva, per renderlo meno offensivo.

Un proposito intelligente, che però si è scontrato con la realtà, come testimoniato dall’azione del gol-partita umbro. Cambiando corsia ovviamente Lisi ha dovuto invertire le sue modalità di attacco, con risultati non sempre soddisfacenti, mentre al ritorno a sinistra non ha trovato sbocchi per incidere. Una serata sfortunata.

A Venezia Lisi ha rubato la scena a Marconi anche in fase realizzativa, con una rete che riassume il salto in avanti compiuto dall’ex Juve Stabia soprattutto sotto l’aspetto della consapevolezza, con l’ormai classica discesa sulla fascia sinistra ed un preciso accentramento per colpire sul palo più lontano.

Adesso non è più un giocatore esplosivo che rovina tutto all’ultimo passaggio, ma un calciatore che, conclusa la fase di spinta, sa cosa e come fare per rifinire in prima persona o a servizio di un compagno, dimostrando di credere nei propri mezzi tecnici, che non sono disprezzabili.

Il salto di categoria invece di intimidirlo lo ha esaltato, anche se ovviamente è ancora presto per pronunciare giudizi definitivi.

Un gol, due assist (entrambi per Marconi) ed un rigore (consegnato al centravanti) sintetizzano l’apporto quantitativo dell’esordiente assoluto in serie B.

Il 3-5-2 è l’ideale per valorizzare il numero 23, garantendogli la copertura di un terzo centrale e spesso di una mezzala di quantità (Marin o Pinato), in grado di offrirgli il cambio sulla linea dei 5 difensori.

Il contemporaneo attacco dei due esterni (Lisi a sinistra, Belli o Birindelli a destra) ha scardinato le difese avversarie, con cambi di campo alla costante e fruttuosa ricerca dell’uomo libero largo sull’altra fascia.

I problemi sorgono quando Lisi ripiega nella propria area di rigore (non essendo un difensore di professione) invece di lanciare l’assalto a quella avversaria. Dopo l’infortunio rimediato a Verona era impensabile che giocasse per intero le successive tre gare, di cui due ravvicinate. Anche quando il Pisa ha sofferto sul versante sinistro, D’Angelo non ha rinunciato volontariamente al cursore romano, per tentare sempre di ribaltare l’azione, facendo leva sulle potenti gambe dell’atletico contropiedista. —

Massimo Berutto

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