Attenzione
Perdere con le big non è un dramma ma serve più spensieratezza
PISA. Nerazzurri, per favore tornate spensierati! Perdere contro formazioni di alto livello come Empoli o Perugia, per altro con il minimo scarto e non senza qualche rimpianto, rientra fra i rischi del mestiere di una neopromossa.
Nove punti in 7 gare non rappresentano un cammino fallimentare, soprattutto se ben 5 sfide hanno opposto il Pisa a formazioni in corsa per la promozione, come, oltre a Empoli e Perugia, il Benevento, la Cremonese (asfaltata all’Arena) ed il Chievo (andato sotto di due gol in casa propria prima di rimontare). Ad iniziare a preoccupare non sono i risultati, ma un cambio di atteggiamento, indotto in parte dal valore degli avversari e dalla necessità di gestire le energie davanti a tanti impegni ravvicinati.
Già dalla ripresa della gara di Verona (avanti di 2 gol) si è notato un netto arretramento dello schieramento, come accaduto contro l’Empoli, a Venezia e già dal primo tempo a Perugia.
Mai un Pisa rinunciatario, sia chiaro, ma una squadra che si abbassa con almeno 5 giocatori dentro l’area o al limite in attesa dell’avversario, per respingere l’attacco e ripartire in velocità. Gucher e soci sono stati sicuramente diligenti in fase di copertura, ma non esattamente compatti, se hanno concesso 7 reti in 4 incontri (anche se ne hanno segnate 5), lasciando allo stadio Curi di Perugia un rivale libero di crossare (Di Chiara) ed un altro solo ad incornare (Iemmello).
D’Angelo ha rimescolato le carte nelle ultime due partite, portando De Vitis davanti alla difesa, sperimentando Gucher come mezzala (addirittura anche sulla trequarti), Di Quinzio da quinto centrocampista sinistro e trasferendo Lisi sulla destra.
Non tutto ha funzionato, ma non è necessariamente colpa dell’allenatore. Ricordiamo che a Trieste si improvvisarono con successo come cursori laterali i vari Meroni, Buschiazzo, Marin e Minesso.
Con il vento in poppa ogni mossa dà frutti insperati mentre nelle giornate meno propizie tutto diventa difficile. È evidente l’intento di irrobustire la squadra, puntando contemporaneamente su Varnier, Meroni (in assenza dello squalificato Benedetti), Gucher, De Vitis, oltre ad Aya, Verna e Marconi.
Eppure sia a Venezia che a Perugia il Pisa è stato colpito (con gol o legni) da palloni aerei. Drasticamente ridotto l’impiego degli svelti e tecnici Minesso e Di Quinzio, i giocatori che, insieme alla qualità di De Vitis trasferita in difesa e al dinamismo di Verna, avevano fatto cambiare marcia al Pisa nel girone di ritorno dell’ultimo campionato.
Sicuramente non si può pretendere di gestire il pallone come si faceva in C, ma non lo si deve neppure consegnare agli avversari, rinunciando ai giocatori di qualità.
Si punta il dito contro la condizione atletica e la ridotta autonomia, ma ripartire dal limite della propria area è sicuramente più dispendioso rispetto a pressare alto e lanciare l’assalto già nella metà campo avversaria come faceva il Pisa fino a pochi mesi fa. –
Massimo Berutto
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