Toscana
Da bomber a bomber, i voti di Piovanelli a Marconi: bravo a fare reparto, merita 8
Dall’ex attaccante nerazzurro tanti complimenti al suo successore che ha ormai dimenticato il rigore sbagliato alla prima
PISA. La copertina di questo Pisa secondo in classifica in serie B è sicuramente tutta per lui: Michele Marconi da Follonica, capocannoniere del campionato con tre gol in due partite (con quel rigore fallito all’esordio contro il Benevento). È senza dubbio Marconi l’emblema del grande cuore e della grande voglia della squadra nerazzurra prima di conquistare la B e ora di difenderla ed anche di sognare. Marconi è in pratica al suo vero debutto in cadetteria a trent’anni da poco compiuti. Dopo aver mosso i primi calci nella squadra della sua città passa al Margine Coperta, società allora satellite dell’Atalanta. Nel 207 il grande salto a Bergamo esordendo in serie A 19 anni contro la Juventus e siglando pochi giorni dopo il primo gol contro il Genoa. Nel gennaio 2009 passa al Grosseto in serie B dove colleziona solo cinque presenze.
Dopo quell’esperienza ben 13 stagione di serie C, anche se con parentesi importanti come Spal e Lecce. Poi l’arrivo a Pisa e finalmente la conquista della cadetteria grazie ad un campionati di altissimo livello suggellato dalla rete di tacco a Lucca (scelta come la migliore di tutta la stagione) e soprattutto dai suoi quattro gol nelle partite dei playoff. Un bomber di razza che sembra finalmente aver trovato la sua consacrazione, come ci spiega Lamberto Piovanelli che di gol in maglia nerazzurra se ne intende. «A Pisa da tempo si attendeva quello che tutti definiscono bomber - spiega l’ex numero 9 nerazzurro – non solo per il numero di reti, ma anche per la capacità di metterla dentro in tutti modi. Marconi da questo punto di vista è proprio un bomber visto che segna di testa, di rapina, di classe come a Lucca, con tecnica sopraffina come domenica contro la Cremomese». Eppure per 13 stagioni non ha mai lasciato la serie C. Ancora Piovanelli: «Questo a volta dipende da fattori non strettamente legati alle capacità di un giocatore. Magari non ha avuto l’equilibrio giusto nei momenti decisivi per un grande salto oppure aveva solo bisogno di più tempo per maturare. Sicuramente possiamo dire che è esploso l’anno scorso con l’arrivo a Pisa e questo è stato un bene per la nostra squadra».
È possibile dare un voto alle singole caratteristiche di Marconi? Piovanelli dà un 8 in generale, ma spiega nel dettaglio le doti dell’attaccante: «Un giocatore completo. Di testa, anche grazie al suo fisico, è un pericolo nell’area avversaria, ma anche un punto di riferimento per le sponde. Salta e fa a sportellate con tutti. Tecnicamente ha fatto vedere grandi cose come ad esempio il gol dell’anno scorso a Lucca. Grande senso del gol come ha dimostrato contro lo Juve Stabia, ma anche nel 2 a 1 di Trieste. 8 anche alla sua lucidità nei momenti difficili - sottolinea -. L’esempio è il gol contro la Cremonese: è scattato a metà campo (senza dimenticare che eravamo nel secondo tempo e quindi aveva già speso molte energie), ha controllato la palla, ha affrontato il diretto avversario senza mai perdere l’equilibrio e la prontezza per sferrare il tiro che alla fine è risultato imparabile. 8 - conclude il “Piova” - anche per la capacità di fare reparto da solo e giocare per la squadra». —
Daniele Benvenuti
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