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Brignola: «Pisa non mi ha emozionato, Livorno sì»

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livorno. Ripete quattro o cinque volte una frase: «Sono felicissimo di essere qui». Scontato. Lo dicono tutti i nuovi acquisti. E invece stavolta non è così. Enrico Brignola, 20 anni, di un’esuberanza trasparente, anche se contenuta, è sincero e lo si capisce quando spiega il motivo che l’ha portato a scegliere Livorno: «Mi ha telefonato mister Breda. Mi ha detto che sono il giocatore giusto per lui e per divertirmi. Ecco. In quel momento ho sentito una scintilla che mi ha acceso. Dopo due minuti l’ho richiamato per dirgli che sarei diventato un attaccante del Livorno».

E non del Brescia. E dire che Cellino lo considerava già suo. Poi cosa è accaduto? «Un casino. Il Brescia aveva quasi chiuso l’affare, ma il Sassuolo, che detiene il mio cartellino voleva cedermi in prestito a titolo temporaneo e non con diritto di riscatto. Evidentemente la società emiliana crede in me e non vuole perdermi».

Poi Livorno, che avrebbe battuto la concorrenza del Pisa...«Eh sì. È stata la famosa scintilla. Il Pisa non mi ha emozionato. Il Livorno sì. Nella sua telefonata Breda mi ha detto esattamente ciò che volevo sentirmi dire. Mi è parso subito una persona perbene e dopo averlo conosciuto ho confermato la primissima impressione».

Se il tecnico Breda l’ha voluto in modo così deciso, è pressoché certo del posto dal titolare... «Alt. Calma. Ogni giocatore, a cominciare da me, il posto se lo deve guadagnare. Breda non mi ha promesso niente come è giusto che sia. Ci mancherebbe altro» . —



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