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Pisa, la carica degli esordienti terribili La matricola comincia ad essere rispettata

Massimo Berutto
Pisa, la carica degli esordienti terribili La matricola comincia ad essere rispettata

Da Lisi a Marconi, da Aya a D’Angelo: le grandi motivazioni dei debuttanti annullano i rischi del salto di categoria

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PISA. Quattro mesi di campionato per sfidare la serie B con una rosa zeppa di esordienti totali o sostanziali in categoria, prima degli eventuali correttivi di gennaio, che già nella scorsa stagione sono stati decisivi. Molto incoraggianti le prime risposte, ma ovviamente il più è ancora da fare e da dimostrare.

Il termine scommessa è stato speso per quasi tutti gli acquisti (compresi gli ultimi arrivati Varnier e Fabbro), oltre che per la conferma di molti protagonisti della promozione. Non si tratta però di gioco d’azzardo, perché tutti i debuttanti hanno buone doti e grandi motivazioni per affermarsi anche in serie cadetta. Un caso su tutti quello di Francesco Lisi, che mai aveva giocato in B e che si è presentato tirato a lucido ai primi impegni stagionali, evidentemente determinato a non farsi sfuggire un’occasione irripetibile di far cambiare marcia alla propria carriera all’età di trent’anni. Il coetaneo Marconi ha appena assaporato la prima gioia personale in cadetteria e naturalmente non ha intenzione di fermarsi. Non fatichiamo ad immaginare la medesima carica emotiva nell’altro novizio Davide Di Quinzio, finora repressa dal problema accusato ad un occhio.

Convincenti le prove di Ramzi Aya, che si è affacciato in B solo a 29 anni. Luca D’Angelo conosce bene e sa catalizzare la voglia di emergere di un debuttante, perché egli stesso è nelle medesime condizioni, in una categoria conquistata sul campo a 48 anni, senza lo scivolo offerto a colleghi ben più giovani da una più prestigiosa carriera come calciatori.

Oltre ai ritardatari di talento ci sono i giovani Gori, Marin, Meroni, Birindelli, Fabbro ed altri, più i poco più anziani Izzillo e Liotti, tutti, anche per ragioni anagrafiche, con poche presenze o nessuna in categoria. Breve ma più ricco il curriculum di Varnier e Asencio, che però sono attesi alla stagione della verità, dopo il grave infortunio che ha frenato il primo e l’annata non brillantissima trascorsa dal secondo a Benevento. L’unica maniera per testare questa moltitudine di buone prospettive è metterle alla prova sul campo, sostenute dall’onda lunga dell’entusiasmo per la promozione e dall’esperienza di chi, come Gucher, De Vitis, Moscardelli, Masucci, Siega, Pinato, Verna, Minesso, Belli e Benedetti, conosce bene la seconda serie, pur non potendosi sottrarre all’obbligo di confermarsi o riproporsi.

La storia aiuta a comprendere il presente. In fondo anche il brillante Pisa di Petrachi e Ventura scommise nel 2007-08 su alcuni calciatori che in partenza non offrivano certezze in serie B. Non era scontato che Raimondi, Braiati, Morello, Genevier, Ciotola, Gabionetta e D’Anna si distinguessero anche in cadetteria. Cerci e Kutuzov arrivavano da tornei opachi rispettivamente a Brescia e a Parma, Castillo aveva segnato appena 5 gol nel Frosinone.

Le gerarchie possono essere sovvertite: Zavagno e Trevisan giocavano sporadicamente in C, ma divennero titolari al piano superiore. Semmai a non lasciare il segno furono elementi sulla carta più sicuri, come lo stopper Lorenzi, il bomber ungherese Rajczi, Juliano, Mezavilla, Luisi e Colombo. —

Massimo Berutto

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