Sicurezza
Non è possibile dire ora qual è la scelta migliore fra le tre
Con la necessaria premessa che gli addetti ai lavori difficilmente dicono la verità ai giornalisti, confrontando le fonti qualcosa possiamo dirla con relativa tranquillità: il Pisa voleva il giovane Millico del Torino, anzi c’era già un accordo di massima, e aveva ovviamente un piano B. Il problema è sorto quando qualcuno dell’entourage granata ha messo in giro la voce dell’affare e diversi altri club (Chievo e Pescara) ci si sono buttati a pesce. Ma il Pisa non era intenzionato né a partecipare a un’asta, né a garantire al classe 2000 granata un posto da titolare.
La storia della Pec che ha impedito l’affare è a mio avviso come quella che tirò fuori Pomponi undici anni fa: «Stavo per prendere Bojinov (alla lettera: Stavo a prenne Boggìnov) ma mentre io salivo in ascensore lui scendeva» o qualcosa del genere.
Niente Millico allora: e chi si prende? C’era una pista nota, Brignola del Sassuolo, e una “coperta”, Fabbro del Chievo. E il Pisa ha scelto il secondo, ben conosciuto da D’Angelo che lo ha già avuto al Bassano. Brignola è andato al Livorno, ed entrambe le squadre sono convinte di avere scelto meglio, ma non c’è stato un duello per prendere uno o l’altro: il duello c’era stato qualche settimana fa per Asencio. Poi sarà il campo a dire chi è stato bravo o fortunato a prendere quello che “funzionerà” meglio. Il resto sono tutte chiacchiere.
Discorso ben diverso se si fosse parlato di un superbomber. È chiaro che se puoi - e vuoi - spendere tanto cerchi di prendere Ceravolo e lo ha fatto la Cremonese. Costo? 1.2 milioni di cartellino al Parma, contratto triennale da 450mila euro netti a stagione (circa 900mila lordi). Quindi un’operazione costata poco meno di 4 milioni.
Quello che però non molti capiscono, sia quando si parla di politica che quando di parla di calciomercato, è che per fare un’operazione che comporta una spesa ci vogliono le coperture. In questi ultimi due anni la Cremonese, giocando in B, ha riscosso circa 11 milioni di contributi dalla Lega, il Pisa ne ha riscosso circa 1. Quindi può permettersi delle spese che a una neopromossa sono proibite se non a rischio di compromettere la sostenibilità a lungo termine.
Il mercato va giudicato nel suo complesso e il Pisa si era mosso per tempo per tutti gli altrui ruoli; come molti avevo la speranza che l’ultimo giorno un club di A avrebbe volentieri parcheggiato un bomber in B, al Pisa, invece di tenerlo in panchina. Non è stato così e allora spererò che gli attaccanti che l’anno scorso ci hanno portato in B, più Fabbro, diano il massimo. Ma se Millico è rimasto dov’è e Brignola ha scelto Livorno (o Livorno ha scelto Brignola), non mi strapperò i capelli. —
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