La protesta
Partire all’alba, tornare in piena notte «Ma per questo Pisa vale la pena»
I tifosi entusiasti dopo la trasferta di Castellammare ma un pensiero è unanime: «Per ora pensiamo a salvarci»
PISA. Il tramonto su Castellammare diventa il ritratto della felicità per chi ha aspettato due anni e mezzo prima di riassaporare un successo in serie B. Dal 25 febbraio 2017, quando il Pisa di Gattuso vinse 4-2 ad Ascoli, al 1° settembre 2019, con il 2-0 dei terribili ragazzi di D’Angelo alla Juve Stabia, sono passati quasi mille giorni fatti di rabbia, speranza e infine gioia. Non è stato un viaggio infinito come quello dell’esordio in trasferta di 12 anni fa a Bari, ma a Castellammare non è certo stata una passeggiata per circa 200 tifosi pisani. Marco Davini ha raggiunto lo stadio Menti in auto con gli amici: «Siamo partiti domenica mattina all’alba, ma ne è valsa la pena. Sono contento per la vittoria, ce la siamo meritata. D’Angelo è un vero condottiero e ha creato un gruppo ancora più solido rispetto alla passata stagione. Dobbiamo salvarci e non fare troppi voli pindarici, ma l’impatto con la categoria è stato ottimo».
La nota stonata è proprio lo stadio di Castellammare: «Strutture carenti e nemmeno un bar. Anche i giornalisti hanno trovato difficoltà per l’assenza della linea wi-fi». Con Marco Davini c’era l’amico di sempre Federico Mussi, ex nerazzurro, e autore di un gol importante nel ’95-96: quello che ha sancito il ritorno tra i professionisti del Pisa con il 2-0 al Viareggio dell’Arena Garibaldi. Mussi ha visto un Pisa tosto: «Marin e Gucher per me sono stati una spanna sopra tutti. Mi è piaciuto Aya che si è subito calato bene nella nuova categoria e Marconi. Lisi, come con il Benevento, quando trova maggiori spazi è letale in contropiede». Serve qualcosa per completare la squadra? «Non so come finirà il mercato ma una seconda punta serve». Asencio? «Aspettiamo a giudicarlo, va rivisto in altre occasioni».
C’è chi invece dello stadio ha dovuto accontentarsi della Tv, o meglio del Web, come Marco Orcesi. «Si soffre tanto anche a casa, con la linea che va e viene ma alla fine non ci sono stati troppi intoppi. Sono contento di come si sono inseriti i nuovi, in particolare Aya e Belli, ma tutti si sono sacrificati a cominciare da Minesso che non è una mezzala». Speranze? «Sono convinto che possiamo toglierci delle belle soddisfazioni». Orcesi è un giovane ideatore di giochi da tavolo legati alla squadra e alla nostra città come Pisopoli, Pisopoli Sporting club e Memo Pi. Un gioco da dedicare ad un personaggio della squadra nerazzurra? «Visto che sono appassionato di giochi di strategia sarebbe bello dedicarne uno a mister Luca D’Angelo. Lui di tattica ne capisce senz’altro».
Ilaria Vettori, fedelissima del Centro Coordinamento Pisa Club, invece era al Menti assieme al compagno Massimo e, nonostante sia tornata tardi domenica sera, è al settimo cielo: «Abbiamo iniziato il campionato con il piede giusto. Potevamo battere anche il Benevento se andava dentro quel rigore, ma Marconi si è rifatto ampiamente ieri». Piedi per terra?«Assolutamente sì, ma intanto ci godiamo il week-end perfetto. Il Pisa ha vinto, mentre il Livorno e la Fiorentina sono sempre a zero punti». Ilaria vede penalizzante per i tifosi la scelta di posticipare la partita alla domenica alle 18, quando in un primo momento si doveva giocare sabato alle 21: «Potevamo essere molti di più, anche se il calore non è certo mancato alla squadra. Tutti i tifosi fanno grandi sacrifici e meritano rispetto».
Anche Sabrina Pavolettoni del Club Autonomo Nerazzurro non è voluta assolutamente mancare alla prima trasferta dell’anno: «Siamo rientrati a tarda notte e per molti non c’è stato neppure il tempo di rifiatare per andare al lavoro. Non sentiamo la stanchezza, siamo contentissimi». Una vittoria che porta qualche certezza in più: «I tre punti servivano per far crescere il morale ed è stato importante anche non aver subito reti. Dobbiamo andare avanti con questo spirito e questa concentrazione. La strada per la salvezza è ancora lunga». Il più 4 sul Livorno? «Ovviamente siamo felici, ma è solo l’inizio e per scaramanzia sempre meglio non dire nulla. Io comunque ho grande fiducia nella nostra squadra». Una vittoria che il Club Autonomo dedica a Michele De Lisa, per lui lo striscione “Ciao Bubbo” , tifoso nerazzurro scomparso il 25 agosto scorso dopo una lunga malattia. «Era sempre con noi in trasferta – conclude Sabrina Pavolettoni. – e siamo sicuri che sarebbe stato entusiasta di questa vittoria come in quell’indimenticabile serata di Trieste».
Allo stadio Menti è stato ricordato con lo striscione “Ciao Damiano” un tifoso di Cascina, anche lui sempre presente in trasferta, deceduto giovedì scorso ad appena 49 anni. —
Andrea Chiavacci
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
