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Pisa

Sale grosso all’Arena per scaramanzia Il ds Gemmi calca le orme di Romeo

Antonio Scuglia
Sale grosso all’Arena per scaramanzia Il ds Gemmi calca le orme di Romeo

La stessa operazione (ma con la massima discrezione) del Presidentissimo prima della gara con il Potenza  

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C’era un altro che faceva lo stesso gesto all’Arena, ma con chili e chili di “materiale” e con grande evidenza, anzi richiamando i fotografi affinché immortalassero il gesto.

Il direttore sportivo del Pisa di oggi, Roberto Gemmi, usa invece grande discrezione, ma alla fine fa la stessa cosa: prima della partita fa il giro del terreno di gioco e, senza farsi troppo notare, tira fuori da un bicchierino di plastica che tiene nella mano destra dei granelli di sale grosso e li sparge per terra con la sinistra, in segno di scaramanzia. Lo ha fatto anche prima di Pisa-Potenza, non solo nelle “grandi” occasioni.

L’“altro” di cui parlavamo era ovviamente Romeo Anconetani, il Presidentissimo che per tre lustri ha portato il Pisa a giocare sempre e solo nei due massimi campionati. Triestino Romeo, napoletano Gemmi, ma evidentemente entrambi legati alla stessa scaramanzia.

Ma cosa significa questo gesto? Il sale è sempre stato prezioso, secondo giornalettismo.com: «Nei tempi antichi, è stato spesso detto che il diavolo è sempre seduto proprio dietro la spalla sinistra». Gettare sale nei suoi occhi, offrirgliene per placarlo, serve quindi a scongiurarne l’influsso malefico.

E secondo wikihow.it spargere del sale marino in ogni angolo delle stanze e sotto tutti i davanzali proteggerà la casa dalla sfortuna: e l’Arena cosa è se non la casa dei tifosi pisani e quindi del Pisa?

Gemmi, nato il primo gennaio 1975 a San Giorgio a Cremano (Napoli) è diventato direttore sportivo del Pisa il 13 giugno 2018, prendendo il posto di Raffaele Ferrara che ora è alla Caronnese in serie D. Scaramantico lo è sempre stato: «Noi la sorpresa? Vedremo, ci vuole un po' di scaramanzia nel calcio», diceva a tuttomercatoweb nell’inverno del 2016, mentre guidava il suo Arezzo verso i playoff grazie anche ai gol di Moscardelli che poi si è portato dietro in nerazzurro.

E nella passata stagione ricordava al Nerazzurro di Massimo Marini: «Dal punto di vista della scaramanzia sono sostanzialmente un malato patologico…».

E non più tardi del 9 giugno scorso a Trieste, riporta pisanews.net, rispose, a chi gli chiedeva perché avesse seguito la partita in panchina con il cappotto: «Dopo la sconfitta di Arezzo in campionato non abbiamo più perso e avevo detto ai ragazzi che se mi portavano in finale avrei indossato questo cappotto e così ho fatto anche, e son felice per una promozione meritata. La squadra ha fatto qualcosa di straordinario. Se pensiamo che dopo la sconfitta di Arezzo eravamo decimi non c’è che esser soddisfatti. Il mercato? Mi sono già mosso, anche se per scaramanzia aspettavo di andare in serie B».

Ma attenzione: essere scaramantici, come avrebbe detto Mamma Franca, non significa «essere improvvisi». Spiega proprio Gemmi: «Credo fortemente che nel calcio siano solamente tre fattori a fare la differenza: la tensione, il sacrificio e l’applicazione». E un po’ di sale grosso, ad adiuvandum, non guasta. —





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