La protesta
Lino De Petrillo, “adottato” da Pisa, è l’allenatore più popolare in Lucania
PISA. La prima sfida di Coppa Italia ha aperto le porte alla nuova stagione ed anche a gloriose pagine di amarcord. Abita a Pisa ed è stato capitano nerazzurro l’allenatore più amato dalla tifoseria del Potenza, primo avversario ufficiale dello Sporting Club nella Coppa Italia 2019-20.
Lino De Petrillo in Lucania per due volte ha ottenuto la promozione dalla D (1974-75 e 77-78), lasciando da vincente in ambo i casi. Un’istituzione rossoblù, a cui pochi anni fa una tv locale ha dedicato una trasmissione, che ha consentito al tecnico campano di riabbracciare almeno virtualmente i suoi calciatori di un tempo.
De Petrillo, dopo Pisa è Potenza la sua ex squadra a cui è rimasto più legato?
«Sono legato a Pisa perché ci vivo, ma anche a Potenza e a Catania. È normale essere affezionati alle piazze dove hai lavorato. A Potenza sono l’unico allenatore ad aver vinto due campionati. Là dopo tanto tempo ancora si ricordano di me, a tal punto da dedicarmi un programma di 4 ore. Anche nella scorsa stagione sono stato coinvolto nelle trasmissioni sportive e ho potuto vedere alcune partite. Manifestazioni di affetto che mi hanno colpito».
A Catania lei ha conquistato il salto in B nel 1979-80: giusto dopo una promozione puntare sostanzialmente sullo stesso organico come sta facendo il Pisa?
«È giusto mantenere l’organico, perché fra la C e la B non c’è molta differenza, come testimoniano le squadre che compiono il doppio salto in A. Se una rosa vince un campionato di C, può fare tranquillamente la categoria superiore, soprattutto se viene rinforzata da qualche acquisto di esperienza nei ruoli in cui si è dimostrata carente».
Il Pisa dove è carente?
«In nessun ruolo. Era in difficoltà nella prima parte dello scorso campionato. Da gennaio l’organico si è dimostrato omogeneo in tutti i reparti, grazie ad alcuni innesti azzeccati. Cambiare per cambiare non ha senso. Ricordo che, quando fui promosso in B a Catania, segnalai tre giocatori, che dovevano essere assolutamente confermati e che invece furono tutti ceduti, compreso il centravanti Borghi, che passò al Catanzaro. I sostituti non furono all’altezza. Il Pisa non deve vincere ad ogni costo, ma intanto capire il valore degli elementi di cui dispone e poi regolarsi di conseguenza per puntare in alto l’anno successivo». —
Massimo Berutto
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