Sicurezza
Due promozioni in B, ma dal 2016 sembra passato un secolo
Tre anni fa si festeggiò all’Arena in assenza dei dirigenti, oggi è la proprietà il punto di forza del sodalizio nerazzurro. Ma è difficile confrontare le squadre
PISA. Quanto è piacevolmente diversa quest’estate rispetto a quella di tre anni fa! I tifosi nerazzurri possono crogiolarsi sotto l’ombrellone in attesa dei colpi di mercato senza alcun timore sul futuro immediato della società. La differenza si è notata fin dal triplice fischio della finale playoff: a Foggia il presidente Fabio Petroni venne tenuto fuori dallo spogliatoio e in sala stampa rovinò la festa annunciando il cambio di allenatore, a Trieste invece Enzo Ricci ha concesso le prime interviste da socio di maggioranza, dimostrando di essere pienamente calato nel progetto sportivo, mentre i calciatori scherzavano con Corrado pregustando la vacanza ad Ibiza.
Più difficile il confronto fra le rose di allora e di adesso ed anche tra i due allenatori (Gattuso e D’Angelo). Negli scorsi mesi ha raccolto consensi l’opinione secondo la quale l’organico 2018-19, con bomber come Marconi, Moscardelli, Pesenti e Masucci, trasportata nel 2015-16 avrebbe fatto un sol boccone della Spal, che invece vinse direttamente il campionato. Non dimentichiamo che la squadra di tre anni fa, al di là dei valori morali confermati nei mesi più duri della crisi societaria, sul campo riuscì a battere gli estensi in entrambe le sfide.
La formazione di Gattuso non aveva implacabili stoccatori ma, in un impianto tattico assai più difensivo rispetto a quello proposto da D’Angelo dallo scorso gennaio in poi, presentava un trio avanzato di valore assoluto, composto da Lores Varela (autore di 11 reti), Cani e Mannini, con valide alternative come Eusepi e Peralta. Tutti e 5 a segno nei playoff. Utile anche l’apporto di Montella. A centrocampo Gucher, Marin, Di Quinzio, Verna sono saliti in cattedra, con il supporto di Minesso e, part-time, di Izzillo. Ma anche nel 2015-16 il Pisa non se la passava male nella zona nevralgica del campo, con la costante Verna, allora a pieno servizio. Non a caso Di Tacchio si è fatto valere in B nelle ultime due annate, prima nell’Avellino e poi segnando il rigore decisivo per la salvezza della Salernitana. Tabanelli ha conquistato due promozioni consecutive nel Lecce. Matteo Ricci ha giocato in cadetteria a Perugia, Salerno e La Spezia. Makris è tornato nella natia Grecia, prima al Karaiskakis e poi al Doxa Dramas.
Giustamente Gori è stato esaltato ed è un uomo mercato, ma il sottovalutato Bindi, dopo la promozione a Pisa, negli ultimi tre anni ha ottenuto altri due salti di categoria, a Padova e a Pordenone. Lisuzzo e Avogadri si sono arresi solo rispettivamente davanti all’anagrafe e ai guai fisici. Golubovic ha collezionato un altro torneo in B a Novara, poi si è trasferito al Kortrijk nella serie A belga. Crescenzi ha militato a Vicenza ed è stato avversario del Pisa nella Pro Vercelli. —
Massimo Berutto
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